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Preso il maniaco dell’aeroporto

E' un 27enne italiano. Filmava le parti intime delle donne che incontrava, a volte fraudolentemente altre con violenza

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Il Faro on line – Erano sulle sue tracce da alcuni mesi gli investigatori della sezione di polizia giudiziaria a seguito delle prime segnalazioni di atti osceni e molestie presentate presso l’ufficio denunce dell’aeroporto. Numerose sono state le segnalazioni delle turiste importunate. Alcuni mesi fa la prima segnalazione, effettuata da una cittadina finlandese dipendente di un nota catena mondiale  di hotel: la ragazza aveva riferito che, alle prime ore del mattino, mentre si stava recando al lavoro, nel tunnel che collega l’aerostazione alla struttura ricettiva, era stata avvicinata da un giovane che, dopo essersi calato i pantaloni, aveva posto in essere atti di auto-erotismo costringendola ad allontanarsi impaurita. Il secondo episodio vedeva come parte offesa un’altra dipendente aeroportuale che nelle prime ore del pomeriggio aveva notato, sui tapis-roulant dell’aerostazione, un giovane che camminando d’innanzi a lei improvvisamente si calava i jeans ed iniziava a mostrare le proprie parti intime, inducendo la donna alla fuga dirigendosi subito negli uffici della polizia. Nella tarda serata del mese scorso, una cittadina italiana che si trovava in aerostazione a seguito di un viaggio di lavoro, veniva molestata pesantemente da un giovane che l’aveva seguita; mentre si trovava all’interno della toilette riservata alle signore, questi le mostrava l’organo riproduttivo invitandola ad effettuare una prestazione sessuale.  Anche in questo caso la donna veniva costretta a scappare.

A fronte di questi episodi venivano subito avviate le indagini che consentivano di delineare il profilo del “satiro”, anche attraverso giornate trascorse a visionare i filmati delle telecamere che avrebbero potuto inquadrare il soggetto ricercato. Nella giornata di ieri, dopo l’ulteriore denuncia di un’avvenente impiegata aeroportuale, finalmente l’epilogo: la donna, in sede di denuncia, ha raccontato agli agenti della giudiziaria che mentre si trovava sulla scala mobile che conduce alla toilette delle signore, era stata avvicinata alle spalle da un giovane individuo che, da dietro, in maniera subdola, mentre con una mano le aveva alzato la gonna, con l’altra la stava riprendendo nelle parti intime con il suo i-phone. Accortasi di quanto stava accadendo, lo ha respinto tentando di attirare l’attenzione dei presenti chiedendo aiuto, ma il depravato riusciva a dileguarsi tra i passeggeri.

Gli investigatori della polizia di frontiera però lo hanno individuato come un dipendente aeroportuale attraverso l’acume di un agente che si accorgeva – dalla visione zoommata di un fotogramma – che il giovane indossava, nascosto all’interno della giacca, il tesserino in uso ad ogni impiegato autorizzato ad accedere nello scalo. Da qui’, la lunga serie di servizi di appostamento nei pressi dei varchi “staff” di accesso ed innanzi ai numerosi esercizi commerciali dell’aerostazione, fino a quando il 27enne cittadino italiano è stato rintracciato e condotto presso gli uffici della sezione di polizia giudiziaria. In questi locali, alle contestazioni mossegli, il giovane è crollato confessando ogni addebito  e,  dopo un pianto liberatorio, ha perfino ringraziato i poliziotti di aver posto fine alla sua escalation di molestie a sfondo sessuale. A seguito delle perquisizioni domiciliari effettuate, gli uomini della polizia di frontiera hanno rinvenuto centinaia di video autoprodotti, tutti filmati in danno di giovani e avvenenti turiste – ignare di essere riprese – relativi a scene di vita ordinaria di natura esclusivamente sessuale che il maniaco aveva carpito subdolamente e che custodiva gelosamente all’interno di un hard-disk protetto, che solo grazie all’intervento specialistico degli operatori della polizia postale si riusciva a decriptare.L’uomo – al quale sono state ritirate tutte le abilitazioni aeroportuali – e’ stato denunciato in stato di liberta’ alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia con l’accusa di violenza e molestie sessuali reiterate e per il reato continuato di interferenza illecita nella vita privata delle persone (art. 615 bis c.p.), delitti per i quali rischia la pena della reclusione fino a 6 anni.

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