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La Destra fondana alla manifestazione di Napoli

Buontempo: "Dimostreremo che noi non dobbiamo inseguire formule politiche"

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Il Faro on line – Si è tenuta lo scorso Sabato a Napoli, alla Mostra d’Oltremare, la Manifestazione de “LaDestra” dal titolo emblematico “Sud chiama Nord, l’Italia non è Bruxelles”, per approfondire i dieci punti del proprio decalogo politico, il manuale della sovranità. Una Bce libera dalle banche private per contrastare il signoraggio bancario ed un’Europa basata sulla centralità dei Popoli, non su quella monetaria, abbattimento degli odiosi privilegi della casta, in ogni sua declinazione, dalla Politica alla Pubblica Amministrazione, annientando il clientelismo che la alimenta.

Una Politica che restituisca centralità al cittadino italiano, assicurandogli priorità nelle graduatorie per gli asili nido o per le case popolari, rilanciando, sul tema della Casa, il Mutuo Sociale, così da permettere anche a chi vive il dramma della precarietà del suo lavoro di averne una. Attuazione di interventi per la partecipazione dei lavoratori alla vita d’impresa e agli utili d’azienda, privilegiando concrete azioni di contrasto al precariato nei contratti, con il rilancio dei mestieri, e utilizzando, su base meritocratica, lo studio e la formazione, così da favorire l’inserimento dei giovani non solo nel mondo del lavoro, ma anche nel campo della ricerca e dell’università, contro ogni baronato, al fine di impedire la fuga di cervelli all’estero. Ripresa dell’economia con la promozione del “Made in Italy” e rilancio della piccola e media impresa attravers o la revisione dei parametri fiscali, con incentivi all’assunzione e alla crescita. La grande battaglia per il Presidenzialismo, assicurando al popolo il diritto di scegliere il proprio rappresentante al Quirinale, cui assegnare poteri esecutivi.

Contestuale riforma delle Camere, con l’auspicio che anche il Governo Europeo ed il suo Presidente possano essere legittimati dal popolo.

Questa la sfida lanciata a Napoli da “LaDestra”, dagli interventi dei vertici campani del partito, con Carlo Aveta in testa, di Roberto Buonasorte, di Nello Musumeci, di Teodoro Buontempo e, infine, di Francesco Storace che così ha voluto concludere la sua relazione: “dimostreremo che noi non dobbiamo inseguire formule politiche, a quelle si perde in queste ore e incredibilmente un PDL che pensa a Liste ci viche. Noi non pensiamo a liste, ma a idee e giovani che possano degnamente rappresentare la domanda di Destra a cui dare risposta. Noi ci accontenteremo di dire ai nostri figli che non abbiamo accettato di veder morire la Destra italiana, che il disegno omicida di Gianfranco Fini non è passato. Ai nostri ragazzi chiediamo di restare meravigliosi come sono, di non imitare tanti loro coetanei carrieristi. Non dismettete mai la capacità di rappresentare l’indignazione. Perché una famiglia non si distrugge. Perché una vita non si elimina. Perché il lavoro non si compra. Perché la Nazione non si vende. Perché l’Italia non si invade. Perché, con La Destra, il futuro non si allontana. A tanti fratelli separati non chiediamo l’argento del potere, ma solo ferro e fuoco per combattere”.

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