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Me ne vado a Est, italiani nell’Europa ex comunista

Il Faro on line - “Me ne vado a Est è un volume unico nel suo genere. In una qualunque libreria si trovano libri sulla Cina, sull’India, sul Brasile, sulla Russia. Mai, però, un testo come questo, che sapesse dare una visione complessiva sull’Europa dell’Est e che avesse il coraggio e la capacità di raccontare le storie di coloro che hanno varcato l’ex Cortina di ferro”. (Federico Ghizzoni, a.d. UniCredit). Migliaia di imprenditori e cittadini italiani hanno lasciato il Belpaese per andare a vivere e a produrre a Est, nei Paesi dell’Europa orientale e balcanica un tempo oltrecortina. Me ne vado a Est racconta le storie di chi ce l’ha fatta e di chi non ce l’ha fatta – imprenditori e manager, calciatori e veline. E, soprattutto, spiega le economie e i sistemi politici di questi Paesi con passione e semplicità, mettendo in evidenza luci e ombre di un processo che sta cambiando l’industria italiana e tutte le nostre vite.

Me ne vado a est ci spiega che l’80 per cento delle imprese italiane attive nell’Europa dell’Est lavora principalmente in quattro Paesi: Romania, Polonia, Ungheria e Bulgaria. Le aziende italiane con più di 2,5 milioni di euro di fatturato annuo attive in questi quattro Paesi sono 4.000 e rappresentano un quinto della presenza imprenditoriale italiana nel mondo. Sommando le aziende italiane attive in Serbia, Bosnia, Macedonia e altri Paesi, le cifre sono ancora più sorprendenti. Ancora più straordinario è il fatto che il numero di imprese italiane presenti nell’Europa dell’Est è quattro volte superiore a quello delle aziende, sempre italiane, attive in Cina. Se tenessimo conto anche delle piccole e piccolissime imprese, la proporzione sarebbe ancora più accentuata. Idem per l’import-export: importiamo dall’Europa orientale tre volte e mezzo quello che importiamo dalla Cina; esportiamo a Est un flusso di merci otto volte superiore a quello diretto verso il Dragone.
Me ne vado a Est prova a colmare un grave vuoto di conoscenza e a tracciare un’analisi dei Paesi di destinazione e a spiegare le ragioni, le delusioni e le difficoltà che spingono a varcare la frontiera. 

“Il testo di Ferrazzi e Tacconi non è un libro solo per economisti. Mette insieme elementi di storia, di cultura e di politica, aneddoti, vicende sociali. È una piccola enciclopedia, adatta ai curiosi come ai viaggiatori, che aiuterà a riscoprire l’Est, una regione che è ormai parte integrante del nostro panorama produttivo e culturale”. (Angelo Tantazzi)

Gli Autori

MATTEO FERRAZZI (1975), è laureato in Economia politica. È stato ricercatore a Bologna presso Prometeia e in seguito economista all'ufficio studi di Unicredit, dove ricopre ora una posizione manageriale. Giornalista, scrive su diverse testate. Ha partecipato come speaker a decine di conferenze internazionali sulle tematiche dell'Est Europa e ha scritto numerosi rapporti, contributi a libri e articoli. Vive tra Vienna, l'Est Europa e Milano.Per contattarlo: matteo.ferrazzi@fastwebnet.it
 
MATTEO TACCONI (1978) è giornalista indipendente. Scrive di Balcani, Europa centro-orientale e area russa. Scrive per diverse testate, tra cui Europa, Limes, East, Narcomafie, Popoli, Reset e Linkiesta. Ha all'attivo due libri: Kosovo, la storia, la guerra, il futuro e C'era una volta il Muro, viaggio nell'Europa ex comunista (Castelvecchi). Ha curato Narconomics, inchiesta a più mani sul narcotraffico internazionale (Lantana).
Il suo blog è www.radioeuropaunita.wordpress.com

Me ne vado a Est
Imprenditori e cittadini italiani nell’Europa ex comunista
(Infinito Edizioni - pag. 128 - € 12,00)

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