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Inizia l’iter per la proposta di legge contro l’usura

Il Faro on line - L’assessore regionale ai Rapporti con gli enti locali e Politiche per la sicurezza, Giuseppe Cangemi, ha illustrato oggi in commissione Affari istituzionali la proposta di legge n. 319 ‘Iniziative regionali volte a prevenire e contrastare il fenomeno del sovraindebitamento e dell'usura’. “Inizia così l’iter legislativo in Consiglio regionale di un provvedimento molto atteso – ha dichiarato il presidente della commissione, Stefano Galetto (Pdl) – che richiede molta attenzione e responsabilità da parte di questa commissione, perchè andiamo a legiferare in un settore molto delicato. Andiamo a migliorare la legge del 2001, che comunque ha dato buoni frutti”. Galetto ha poi annunciato che sul tema è stata presentata in commissione anche la proposta di legge n. 329, ‘Interventi regionali in materia di usura e racket’, da parte del consigliere Mario Mei (Api) e “per questo motivo – ha spiegato Galetto – la prossima settimana la commissione ascolterà anche la relazione dell’altro proponente, al termine della quale decideremo se scegliere un testo base o se procedere con un testo unificato”. Infine, il presidente della commissione ha anche annunciato che, fatta la scelta, la commissione incontrerà in audizione tutte le associazioni e le fondazioni che si occupano di lotta all’usura nel Lazio, per un confronto sulle nuove norme.

Lo stesso Giuseppe Cangemi ha annunciato che domani, 19 giugno, incontrerà Mei per cercare una mediazione sui due testi e procedere così più velocemente all’esame in commissione. L’assessore ha anche comunicato che la sua proposta di legge ha ricevuto l’apprezzamento del Ministero dell’Economia e delle Finanze, “tanto da proporla alla commissione parlamentare che sta lavorando a un testo nazionale”, ha detto Cangemi. Successivamente l’assessore ha spiegato brevemente quali sono le novità introdotte dalla sua proposta di legge: “Innanzitutto le azioni di prevenzione e l’estensione degli aiuti anche alle famiglie, non solo alle Pmi e agli artigiani, che rischiano di finire nella trappola mortale dell’usura. Poi – ha proseguito Cangemi – viene migliorata tutta la parte relativa alla gestione, attraverso tre tipi di interventi: uno diretto, attraverso i finanziamenti; uno indiretto, attraverso gli sportelli sul territorio per l’assistenza, soprattutto psicologica e legale; infine – ha aggiunto l’assessore – viene creata una rete di tutte quelle esperienze e quelle professionalità che negli ultimi anni hanno dato ottimi risultati, ma che spesso hanno lavorato in maniera autonoma, senza coordinamento”.

Apprezzamento per la proposta di legge hanno espresso i consiglieri Alessandro Vicari e Maurizio Perazzolo della Lista Polverini, Rodolfo Gigli (Udc) e Pier Ernesto Irmici (Pdl), il quale, dopo aver sottolineato la validità della prevenzione come importante aspetto introdotto da questa nuova legge, ha auspicato il massimo consenso delle forze politiche, invitandole “ad avanzare con la massima cautela per dare il miglior esito normativo su questa materia molto delicata”. Il vicepresidente della commissione, Alessandro Vicari, ha proposto di procedere con l’individuazione di una subcommissione che elabori un testo unificato, “così come già fatto egregiamente con le proposte di legge sulla riforma della Protezione civile”. Perplessità sulla copertura finanziaria della nuova legge hanno invece espresso i consiglieri di minoranza Giuseppe Parroncini (Pd) e Luciano Romanzi (Psi). “Da un lato viene ampliata la platea dei soggetti assistiti – ha dichiarato Parroncini – ma dall’altro si riducono i fondi per la lotta all’usura. In tal modo si rischia di fare una ‘legge-manifesto’ senza nessun impatto concreto nel contrasto all’usura e nel sostegno alle vittime. Per questo motivo – ha aggiunto Parroncini – è bene capire quali siano le reali risorse economiche che la Giunta intende stanziare per questo intervento”. A tal propostito Luciano Romanzi ha invitato la Giunta a “preoccuparsi affinchè le risorse siano spese per i bisogni veri e a fare in modo che le banche collaborino di più”.
 

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