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Salute pubblica e salute culturale

Spesso i dettagli fanno la differenza,  e l'azione decisa su piccoli problemi aiuta i giovani a crescere più maturi

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Il Faro on line – Sappiamo bene che sono i dettagli a fare la differenza, e che il più delle volte sono i piccoli segnali a dare la misura complessiva di qualcosa. A Fiumicino, tra la Asl e una scuola, davanti alle case proprio sopra a un canale, in via Coni Zugna, c’è ormai da circa un mese buttata in un angolo una canna fumaria in eternit lasciata lì da qualche incivile. Il punto è che nonostante le segnalazioni effettuate in prima battuta dal nostro quotidiano, poi da altri giornali cartacei e altri siti on line, quella canna fumaria sta ancora lì. Stavolta però non intendo fare il solito (attenzione, una cosa diventa “solita” quando è consueta, abituale, usuale, che non cambia rispetto alle altre volte… c’è da riflettere anche su questo!) pistolotto sull’indifferenza del Comune rispetto alle segnalazioni fatte dai cittadini, che pure avrebbe senso, ma vorrei spostare l’attenzione sul messaggio che viene dato ai giovani. Se passa l’idea che gettare una cosa a terra è normale, fregarsene è normale, lasciare che un pericolo resti tra una zona dove ci sono bambini e una dove ci sono malati, come possiamo anche solo pensare che le generazioni che verranno dopo di noi avranno la forza di cambiare atteggiamento? L’educazione, è noto, passa soprattutto per l’esempio, e se questo è l’esempio che diamo poi non ci lamentiamo di quale possa essere il risultato finale.

E’ una questione di cultura. Oggi come oggi è invalso il ragionamento che una cosa sia normale perché la fanno tutti. No cari giovani, non è così. Una cosa, se la fanno tutti, è “comune”, non è “normale”. Dunque anche se in tanti imbrattano i muri, non è normale; se c’è gente che abbandona ogni rifiuto in strada, non è normale. Se c’è chi beve o si droga, addirittura da minorenne, non è normale. Il Comune dovrebbe farsi carico ancor prima che della cura della salute pubblica – e spostare quella canna fumaria è cosa che attiene alla salute pubblica – della salute culturale di una città e dei suoi abitanti. Capisco che parlare di cultura, a 360 gradi dunque anche a quella assimilabile all’educazione civica, possa essere noioso se non addirittura scomodo, ma è così che si crescono (nel bene e nel male) le nuove generazioni.

E allora forse, anche pensando al Bilancio, qualche autovelox in meno e qualche stangata in più contro chi sporca la città sarebbe cosa buona e giusta sotto ogni punto di vista: sociale, culturale ed economico. E c’è da credere che la gente, quella onesta, quella che ama il proprio territorio, non farà che battere le mani ad un Comune che finalmente se la prende veramente con chi rovina il territorio e non con chi va 3 chilometri oltre il limite consentito – divieto spesso organico al codice ma fuori contesto rispetto alla realtà – magari portando i figli a scuola o “correndo” al lavoro dopo essere rimasto imprigionato dentro il traffico provocato dall’assenza di via alternative a quelle riguardanti l’utilizzo dei due ponti (Scafa e 2 Giugno) promessi in tutte le salse a ogni campagna elettorale.

Angelo Perfetti
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