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Lollipop Chainsaw, horror-action game sexy e ironico

Il Faro on line - Lollipop Chainsaw racconta la storia della dolce e letale Juliet Starling una celebre cheerleader della San Romero High School che proprio nel giorno del suo compleanno dovrà fare i conti con un'invasione di morti viventi che ha coinvolto la sua città. Il titolo senza ombra di dubbio riesce nel suo compito più difficile , che è quello di riuscire a divertire: la produzione infatti emana da ogni poro tutta la creatività del maestro “Suda51” e non è difficile cogliere analogie con le altre opere del talentuoso genio nipponico. Lollipop Chainsaw è prima di tutto un'opera fortemente ironica, che prende dall'ultimo decennio di storia videoludica e cinematografica lo stile horror dissacrandone volutamente alcuni canoni. Lo fa a partire dall'esilarante trama, che vede la Terra in pericolo a causa di una frattura aperta, "grazie ad una combinazione di magia nera ed esplosioni", nella barriera dimensionale che divide la nostra dalla “Dimensione Putrefatta”.

I gas tossici di quest'ultima hanno invaso il Pianeta, iniziando a trasformane in zombie la popolazione. La missione, dunque, è semplice: eliminare tutti gli zombie ed impedire che l'artefice di questo disastro (un ex compagno di classe "dark" ed emarginato della protagonista) unisca definitivamente i due mondi. A doverla portare a compimento, però, la più improbabile delle eroine: Juliet Starling - 18 anni (appena compiuti) - cheerleader. Il suo sogno nel cassetto è vincere le nazionali di cheerleading assieme alla squadra scolastica ma la sua vocazione naturale è un'altra: il massacro di non-morti. Bella, bionda, formosa, ingenua e piuttosto disinibita (praticamente - e non a caso - la vittima perfetta in un qualunque film horror), la giovane è in realtà la secondo-genita di una famiglia molto particolare, nella quale da generazioni si tramandano il "mestiere" di cacciatori di zombie. 

Dunque non mostra il minimo timore quando, nella mattina del suo diciottesimo compleanno, trova alcuni suoi compagni della San Romero High School (altra citazione) tramutati in zombie, limitandosi ad estrarre un'enorme motosega e decapitarli. Molto più sconvolgente l'incontro con Nick - il suo adorato boyfriend. Per "salvarla", infatti, quest'ultimo viene morso ed infettato a sua volta, rimanendo a terra in attesa che si compia il suo destino. Una scena d'amore struggente tra i due - che finalmente si dichiarano - pare dover mettere fine ad un breve ma intenso rapporto, quando, mentre lo schermo vira al nero e la scritta "Fin" compare in un angolo, Juliet ferma tutto ricordandosi di un suo particolare potere. L'idea più geniale che le sia mai venuta (parole sue) porta il suo ragazzo ad una condizione tutta nuova: divenire la prima testa a sopravvivere senza il corpo, grazie ad una formula magica per la quale l'eroina verrà lodata per l'intera avventura, soprattutto dalle sorelle che nell'assenza del corpo scorgeranno la soluzione ai problemi di peso.


Il gameplay del titolo di “Grasshopper” è decisamente semplice, in quanto richiederà di sterminare orde di zombie dall'inizio alla fine sfruttando combinazioni di calci, pon pon in faccia, sederate e amputazioni assortite grazie alla fida motosega. Il sistema di combattimento implementato è in realtà al quanto versatile e permette di avere la meglio su gruppi sempre più numerosi di morti viventi lasciando ampio spazio alla creatività. In base a quanto si sarà efficaci, la morte di ogni zombie restituirà più o meno monete da accumulare per poi spenderle nei negozi seminati per i livelli. Qui sarà possibile potenziare le statistiche di Juliet e comprare nuove mosse speciali oltre a gadget vari, come nuovi costumi e musiche. Grazie a questo elementare sistema di progressione, Lollipop Chainsaw riesce a rimanere interessante nonostante una certa ripetitività, spingendo il giocatore ad utilizzare le nuove combo acquisite mettendogli di fronte zombie diversi, con abilità e punti deboli peculiari. L'azione scorre fluida ed i controlli rispondono sempre al meglio e visto che alcuni zombie saranno in grado di interrompere le combo più forti, sarà necessario acquisire un buona padronanza del sistema di combattimento oltre ad una buona prontezza di riflessi, in quanto l'unico modo per evitare di subire danni è saltare. A volte, comunque, la situazione risulta piuttosto confusionaria, e nonostante la possibilità di agganciare un bersaglio, non sempre sarà facile indirizzare i colpi verso chi si vuole. Inoltre la telecamera non aiuta, risultando in alcuni frangenti difficile da gestire. 

Oltre allo sterminio incondizionato, il titolo propone anche numerosi minigiochi, che spezzano la monotonia e regalano qualche istante di diversità nell’azione. Anche  le boss fight risulatano nel complesso piuttosto riuscite e variegate e la caratterizzazione degli avversari è sempre eccentrica ed esagerata al punto giusto. La campagna non dura molto, purtroppo, in quanto sarà possibile arrivare ai titoli di coda in circa sei ore scarse, ma Lollipop Chainsaw è un titolo altamente rigiocabile, visto che per poter sbloccare tutte le combinazioni e gli oggetti presenti nello shop sarà necessario affrontare i vari capitoli più volte. Inoltre è presente una leaderboard online con la quale competere a suoni di punteggi, mentre per poter vedere il finale vero dovrete battere il record di ogni capitolo. Dal punto di vista strettamente grafico il gioco è un vero e proprio concentrato di stile, capace di nascondere in buona parte i limiti di un comparto tecnico non proprio di primissimo ordine ma comunque che si attesta su livelli più che buoni. La modellazione poligonale, affidata all'ormai pluriblasonato Unreal Engine 3, convince per i protagonisti principali presentando invece un'eccessiva superficialità in tutto il resto. Gli ambienti, per le esigue dimensioni che li contraddistinguono, appaiono sin troppo spogli e poco particolareggiati. Fortunatamente la frenesia dell’azione di gioco e le curve della protagonista mandano questo aspetto in secondo piano. Ma nonostante questa piccola pecca la produzione nippo-americana rapisce, dal primo all'ultimo istante di gioco. Il merito va attribuito soprattutto alla ricercatezza ed alle esagerazioni dello stile visivo, che condisce i massacri tanto con schizzi di sangue quanto con stelle, cuoricini ed effetti luminosi che  sfruttano un’accattivante visualizzazione di HUD e menù in stile comic-book anni ’60 per catturare il giocatore e rende molti momenti visivamente incisivi, grazie ad una serie di filtri che donano un gradevole aspetto vintage al quadro complessivo.

Ad impreziosire ulteriormente il tutto c’è una colonna sonora tra le migliori di questa generazione. Il solo menù iniziale accompagnato da "Cherry Bomb" delle Runaways è semplicemente fantastico. 
Ma la soundtrack non è solo composta da brani “anonimi” ma comprende anche  alcuni azzeccatissimi pezzi su licenza, tra i quali "Needled 24/7" dei Children of Bodom e "Lollipop" delle Chordettes. Ogni accompagnamento sonoro sembra andare perfettamente a braccetto con la situazione mostrata, esaltando e coinvolgendo al massimo il giocatore. I dialoghi e le pose sexy assunte dalla bella Juliet fanno però di questo titolo un gioco dedicato a un pubblico sicuramente sopra i 18 anni. Tirando le somme Lollipop Chainsaw si presenta come uno fra i migliori titoli di quest’estate per console e sicuramente è un acquisto immancabile per gli appassionati degli action game in terza persona.

VOTO GLOBALE: 8

di Nemo81

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