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“Il buono del Friuli”, gran finale per l’Enotour

Venerdì 22 giugno al ristorante La Scialuppa a Fregene

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Il Faro on line – Sorrisi, incontri, piaceri del palato: l’Enotour di Attems ha scandito così le prime tredici tappe del suo itinerario all’insegna di tutto “Il Buono del Friuli”. Con l’accoppiata vincente tra il vino Pinot Grigio Ramato Attems e il prosciutto di San Daniele di Levoni, due simboli potenti del Friuli, l’Enotour sta conquistando in lungo e largo la nostra penisola, complici i rinnovati  aperitivi all’italiana, che puntano a far conoscere e degustare tutto Il Buono del Friuli.

Sulle tracce dell’happy hour (italiano)

Un calice di buon vino e prodotti del territorio: filiera corta, bontà, sicurezza e tracciabilità. Archiviato l’happy hour stile anglosassone, l’Italia torna sui suoi passi e punta sulla qualità e sul territorio. Attems ha precorso i tempi con la prima edizione dell’Enotour lo scorso anno. Quest’anno sta riproponendo la formula in partnership con Levoni e i risultati sono ancora una volta vincenti, come ha dimostrato la partecipazione registrata  nelle tappe finora toccate: Bologna, Livorno, Roma, Milano, Saronno, Reggello, Caserta, Grado, Aversa, Velletri. 

Dall’1 giugno Enotour parte di nuovo alla conquista di Caserta, Jesolo Lido, Lignano Riviera, Messina, Fregene, Lucca per terminare a Firenze il 2 luglio. 

Le degustazioni sono accompagnate da un regalo, Il diVin Norcino, un utile libricino che racconta “storie di vite e di arte norcina” e suggerisce il giusto abbinamento tra i vini di Attems e i salumi di Levoni. 

Gli aperitivi possono essere seguiti virtualmente sul blog ilbuonodelfriuli.attems.it, in Facebook (https://www.facebook.com/pages/Il-Buono-del-Friuli/ 222152794466126) e Twitter (@AttemsEnotour).

Il vino

Il Cupra di Attems ha radici nella Repubblica di Venezia, quando nelle calle alle osterie si chiedeva “un’ombra di quel vin ramato”, che non era rosè, ma un bianco dai riflessi rame, appunto. In casa Attems, nel 2007, si è pensato di recuperare quelle radici, producendo un Pinot grigio così come lo producevano all’epoca della Serenissima: si vinifica fermentando il vino a contatto con le bucce che colorano rilasciando pigmenti delle uve a bacca rossa (gli antociani), donando un profumo intenso, fruttato con un gusto pieno e complesso. Perfetto con una fetta di San Daniele.

Il companatico: il Prosciutto di San Daniele

Ormai è noto: ci vuole l’incontro tra il Marino e l’aria di montagna per il Prosciutto San Daniele. Ci vuole quel microclima lì, e non un altro per farne una Dop. Lo sapevano i romani, si confermò nel Medioevo quando il SanDaniele divenne grande attore della storia gastronomica italiana, così com’è arrivato fino ad oggi grazie a produttori che rispettano e sviluppano le tradizioni. Il Prosciutto di San Daniele Dop Contessa Levoni, ha un profumointenso e generoso, un gusto caratterizzato da dolcezza e delicatezza pur rimanendo succulento. Di colore rosso-rosato nelle parti magre con candide striature di grasso, al morso risulta vellutato e invita ad un brindisi. Meglio se con con il Pinot Grigio Ramato, che esalta gli aromi e la leggera sapidità di ogni fetta.

Pillole di storia 

Il rito dell’aperitivo in Italia risale alla fine del 1800: un bicchiere di vino e qualche oliva. Solo un secolo dopo è diventato una vera e propria moda, con buffet ricchissimi a prezzi e qualità non sempre all’altezza. Tradizionalmente l’aperitivo era e resta un momento per incontrarsi, chiacchierare, ma non è una cena. Attems e Levoni con l’Enotour Il Buono del Friuli vogliono restituire al rito dell’aperitivo il giusto ruolo. Convinti di voler preservare il passato guardando al futuro, con l’Enotour propongono di fare dell’aperitivo anche un momento di promozione del Friuli, con prodotti di qualità dal sapore unico, e di cultura del territorio stesso.

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