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“Bando spiagge, il Tar da’ ragione a chi ha torto”

Sandro Lorenzatti (Sinistra Ecologia e Liberta'): "Molto presto saranno i cittadini a liberare gli arenili"

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Il Faro on line – “Molto grave la notizia che il Tar del Lazio ha dato ragione al XIII Municipio sulla vicenda del bando per l’affidamento a privati delle spiagge libere di Ostia, respingendo i ricorsi delle cooperative sociali. Decisione che evidentemente non ha tenuto conto di tuti gli aspetti ed i risvolti della vicenda. Purtroppo paghiamo oggi un errore è antico: anche il bando precedente conteneva le condizioni per cui si è potuto fare quello recente. Vedremo se si possano tentare altri ricorsi legali sulla viucenda”.

E’ quanto dichiara Sandro Lorenzatti, Coordinatore Sel XIII Municipio che prosegue: “Il bando – prosegue Lorenzatti – contiene elementi di pericolosità grave, preludendo alla svendita del litorale romano: un bando inaccettabile: trasforma le spiagge in veri e propri stabilimenti elevando a 12 anni la concessione, portando a 2.000 mq la superficie per le strutture, incrementa del 40% i costi per gli utenti, non prevede il controllo della commissione da parte della Prefettura, non contiene alcun obbligo né sulla sostenibilità (energie rinnovabili, raccolta differenziata), né sui criteri di assunzione del personale. Il bando peraltro decide su questioni che non sono di competenza interamente municipale, poiché la gestione degli arenili è demandata al Piano di Utilizzo degli Arenili, unico strumento efficace di gestione, che la giunta Polverini tiene nel cassetto da 2 anni, interrompendo la procedura di approvazione quasi portata a ytermine nella scorsa legislatura regionale”.

“Sel XIII ritiene – coinclude Lorenzatti – che le spiagge libere debbano restare libere e a gestione pubblica. Solo le cooperative sociali, le uniche che fino ad oggi hanno dimostrato di volere e sapere garantire servizi a costi limitati, occupazione e tutela, potranno essere incaricate della gestione. La mobilitazione sarà generale e molto presto sarannop i cittadini stessi a liberare le spiagge dagli abusi e dalla privatizzazione”.

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