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Porto turistico: tra speranze e ridimensionamenti si naviga verso un nuovo progetto

Anna Cau (Api): "I cittadini devono conoscere tutti i dettagli dell'opera. Il Comune segui il nuovo iter"

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Il Faro on line – Erano previsti oltre 2.000 posti di lavoro, circa 1.500 posti barca, 3mila parcheggi per un progetto che avrebbe coperto cento ettari tra mare e a terra. Un’opera che fin dall’inizio non ha mai smesso di generare polemiche tra chi vi vedeva l’ennesima colata di cemento in un Comune ancora privo di infrastrutture capaci di reggere nuovi flussi viari e chi, invece, salutava questo investimento come un volano per la località sul fronte occupazionale, turistico ed economico.Dopo una serie di false partenze accavallatesi nel corso di un paio di anni, al momento sul porto, aleggiano solo polemiche, indiscrezioni e le speranze dei numerosi cittadini che attendono una infrastruttura che qualora rispettasse ambiente e territorio non potrebbe che portare vantaggi alla città.

Ora è tutto fermo. Ma nei giorni scorsi sono circolate voci secondo cui la società Italia Navigando starebbe procedendo alla riprogettazione del porto turistico di Fiumicino, ridimensionandolo e di conseguenza abbassandone i costi di costruzione per procedere alla riassegnazione dei lavori. 

A cogliere la balla al balzo è stato il Movimento per la Gente di Fiumicino, tramite la sua Commissione Lavori, che ha chiesto alla Società Italia Navigando, al Comune di Fiumicino e alla Regione Lazio, di poter partecipare alla stesura delle linee guida dell’opera. “Ovviamente – spiegano – si tratterà di un progetto che dovrà tenere conto della realtà del tessuto urbano in cui il porto è inserito e dovrà tenere conto dell’impatto ambientale. Chiediamo alla Commissione di Vigilanza istituita dall’amministrazione, – proseguono – la massima trasparenza e accesso agli atti, dato che il Comune è parte integrante sia come competenza territoriale che come compartecipazione alla realizzazione dell’opera”.

“Vogliamo conoscere tutti i dettagli di cosa si sta pensando di fare del progetto Porto della Concordia”. Tuonano, invece, dal movimento Alleanza Per l’Italia – Fiumicino (Api). “Fiumicino ha subito un colpo micidiale per le purtroppo note vicende che hanno riguardato questa opera faraonica. Qualcuno ricorda l’enfasi e gli squilli di tromba con cui si annunciava la posa della prima pietra. Oggi la società Italia Navigando sta pensando a un ridimensionamento del progetto. Alt! Fermi tutti! E’ un obbligo di tutti evitare che si ripetano gli errori disastrosi accaduti in questi anni nella nostra città. Qui non si tratta di cambiare un vestito, si tratta di un’opera che, secondo come verrà realizzata, può portare benefici oppure creare altri disagi al territorio e ai residenti”. 

Anna Cau, coordinatrice del movimento (Api) scende in campo è sollecita l’intervento degli amministratori locali affinché monitorizzino e tutelino il nuovo iter del porto turistico. “Dove sono finiti i nostri urbanisti, i funzionari e i tecnici dell’Assessorato competente? Le gravi ‘disattenzioni’ che hanno deturpato un’intera zona di Fiumicino creando notevoli disagi all’intera comunità, senza dare nulla al paese, non devono più accadere. Alleanza per l’Italia – conclude Cau – chiede a tutte le forze politiche responsabili e desiderose di uno sviluppo vero della nostra città, di riunirsi velocemente per esaminare tutti i problemi legati al sistema portuale, turistico e commerciale, con un particolare esame del sistema viario”.
Riccardo Ragozzini

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