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Discarica a Pizzo del Prete, la lunga attesa dei cittadini

Per il 30 giugno l'associazione Rifiuti Zero ha indetto un'assemblea pubblica con i cittadini e con le Amministrazioni limitrofe

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Il Faro on line – “Siamo in attesa di sapere le decisioni del Commissario Sottile circa la localizzazione della nuovadiscarica di Roma, un’attesa che dura ormai da più di un anno”. Non si placa l’ansia e lapreoccupazione degli esponenti del comitato Rifiuti Zero di Fiumicino e, come loro, dei numerosicittadini, che temono di veder spuntare sul proprio territorio una nuova Malagrotta. Ma c’è anchemolta attesa per capire su quali paradigmi verrà basata la tanto declamata “chiusura del ciclo deirifiuti” nel Lazio, ovvero, se si continuerà sulla logica delle discariche e degli inceneritori, oppure sesi imposterà un ciclo sostenibile basato sul riciclo e il riuso. 

L’area in questione:

Le aree interessate dal progetto di realizzazione di un impianto di stoccaggio ed incenerimentorifiuti da parte della Regione Lazio si trovano all’interno del  territorio comunale di Fiumicino, alconfine con il Comune di Cerveteri (Località Poggio Valcanneto e i Terzi). Il documento emanatodalla Regione identifica in particolare l’Area di Osteriaccia, confinante con l’Autostrada A12 Roma –Civitavecchia e le due aree contigue di Pizzo del Prete e Le Macchiozze, per una superficiecomplessiva di 148 ettari.

“Molte cose balzano agli occhi, – affermano dall’associazione – strane anomalie e scelte senzalogica. Una di queste è l’assenza quasi totale di Roma, dei suoi cittadini e dei suoi amministratori,alla discussione che deve precedere una ipotesi di soluzione del problema. Un problema cheproprio questa città genera e amplifica in quanto non risolve: ricordiamo che ben oltre il 50%dell’immondizia del Lazio è prodotta dalla Capitale. E allora, cosa dicono i partiti e i movimentipolitici romani in questi giorni? Cosa propongono i Comitati? Tranne poche e lodevoli eccezioni, nondicono nulla. Manca quel passo naturale che una società che vuole definirsi civile, deve fare,ovvero: dire no ai sistemi che mettono a rischio la vita e la salute delle persone”.

L’indagine:

Da uno studio effettuato dal dottor Antonio Pizzuti Piccoli, emerge come l’area in questione sipresenti ricca di aree protette e siti naturalistici. “Le stesse dell’Osteriaccia, di Pizzo del Prete edelle Macchiozze – spiega Pizzuti – rivestono un ruolo biologico di ‘corridoio faunistico’, in altreparole sono aree di interconnessione tra siti diversi, fondamentali oggi nella conservazione deipopolamenti. Il paesaggio è inoltre caratterizzato da aree coltivate, che presentano al loro internoelementi di naturalità costituiti da siepi, boschetti, filari di alberi e diverse tipologie di ambientiumidi comprendenti fiumi, corsi d’acqua minori e fontane”.

“Noi di Fiumicino – affermano dall’associazione Rifiuti Zero – siamo ancora qui in attesa che ilministro Clini mantenga le promesse, che il famoso ‘Piano per Roma’ prenda il via, che l’Ama facciaseriamente la differenziata, che anche il nostro Comune rientri nella legalità… ma siamo ancora quia lottare per la difesa dei nostri territori, dei nostri figli, dei nostri diritti, sempre speranzosi chequel pezzo di società romana che si autodefinisce civile, batta un colpo. All’indifferenza dellapolitica ci siamo rassegnati, ma all’indifferenza delle persone, proprio non riusciamo a capacitarci”. 

Il 30 giugno a Pizzo del Prete alle ore 10.30 si terrà un’assemblea pubblica con i cittadini e con le Amministrazioni di Anguillara, Bracciano, Cerveteri, Ladispoli e di Oriolo Romano.
Riccardo Ragozzini

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