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Pisana, approvato l’assestamento di bilancio

Il Faro on line - Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Mario Abbruzzese (Pdl), ha approvato, con 39 voti a favore e 17 contrari, la proposta di legge regionale n. 357 del 5 giugno 2012, concernente l’assestamento del bilancio annuale e pluriennale 2012-2014 della Regione Lazio. La consueta manovra estiva di aggiustamento dei conti della Regione, che vale 1,5 miliardi di euro, come ha spiegato all’Aula l’assessore al Bilancio, Stefano Cetica, quest’anno è stata approvata con oltre un mese di anticipo, per rispettare gli impegni dettati dalla nuova contabilità pubblica che la regione Lazio sta sperimentando assieme ad altre quattro regioni (Lombardia, Basilicata, Campania e Sicilia) e a numerosi enti locali, in base al dlgs 118/2011 sull’armonizzazione dei bilanci pubblici. Presente la presidente della Regione, Renata Polverini, il voto è giunto dopo la presentazione di un maxi-emendamento contenente numerose disposizioni della prima stesura della proposta di legge d’iniziativa della Giunta, che, accompagnate da oltre 1.100 emendamenti, non erano state discusse in commissione Bilancio.

Gli interventi e i numeri della manovra estiva

Dunque, la legge di assestamento approvata dal Consiglio si compone di 8 articoli, le tabelle delle entrate e delle uscite, più un maxi articolo di 42 commi. Quest’anno non c’è alcun provvedimento collegato all’assestamento che rappresenta un momento di consolidamento della finanziaria regionale 2012 (che era stata pari a 1,7 miliardi di euro: 1,4 miliardi di tagli e 300 milioni di maggiori entrate). Come ha spiegato l’assessore Cetica, l'assestamento 2012 si presenta come un aggiornamento della manovra 2012, con interventi soprattutto nel trasporto pubblico locale (30 milioni) e nel sociale (10 milioni di fondi in più, di cui 5 milioni per gli asili nido nel 2012 e nel 2013). Tra gli altri interventi della manovra di assestamento, si disciplina il recupero delle risorse relative all’edilizia sovvenzionata ex fondi Gescal (Gestione case per i lavoratori), giacenti presso la cassa depositi e prestiti, si fissa un tetto di 293 milioni di euro all’impegno di spesa della partecipazione della Regione alla costruzione della linea C della metropolitana di Roma. Un milione di euro viene destinato all'inserimento e al re-inserimento nel mondo del lavoro di cassaintegrati, mobilitati e disoccupati. Previste anche risorse aggiuntive all'Istruzione, con 5,2 milioni per il finanziamento dei percorsi sperimentali triennali per l'obbligo di istruzione, per la sicurezza (1,5 milioni) e per la cultura e lo sport (quattro milioni). Inoltre, viene istituito un fondo di due milioni di euro per sostenere l'accesso al credito delle pmi.

Il dibattito in Aula

Argomento particolarmente discusso in Aula: l’abolizione delle agevolazioni Irap introdotte in seguito alla crisi economica seguita all’attentato alle torri gemelle nel 2001. La disapplicazione di tali agevolazioni avverrà a partire dal 2013. Il maggior gettito atteso è pari a 45 milioni di euro all'anno. Il provvedimento è uscito indenne da numerosi emendamenti. Persino la consigliera di maggioranza, Isabella Rauti (Pdl), ne aveva presentato uno, poi ritirato, volto a salvare le agevolazioni per l’imprenditoria femminile. Gli echi della spending review e l’incontro con il governo Monti, previsto per lunedì prossimo, hanno attraversato più volte la discussione alla Pisana. Come pure gli effetti della crisi dell’eurozona e i tagli ai trasferimenti alle Regioni, operati dal governo Berlusconi prima e dal governo Monti poi. In particolare, l’appuntamento di lunedì è stato sottolineato da Cetica, per sollecitare l’approvazione della manovra entro il 30 giugno.  Claudio Mancini (Pd) ha ricordato la relazione dell’assessore al Bilancio sull’assestamento di due anni fa, il primo della Giunta Polverini. In quell’occasione Cetica aveva affermato, citando il poeta americano Ezra Pound, il primato della politica sui vincoli ragionieristici delle politiche di bilancio. “Oggi  - ha notato Mancini - l’assessore Cetica invece ci chiede di discutere dell’assestamento del bilancio 2012 alla luce della convocazione di lunedì prossimo del Governo Monti sulla spending review”. Secondo Mancini, “questa Giunta non ha più una maggioranza politica, in grado di esercitare una sintesi e, intorno a quella sintesi, anche di andare a confronto con l’opposizione, forte delle proprie motivazioni e delle proprie ragioni, dentro un dibattito. Noi dal bilancio all’assestamento siamo passati in un vuoto di discussione politica.”. Sulla stessa lunghezza d’onda è Giulia Rodano (Idv) la quale crede che “sia singolare andare avanti a colpi di fiducia, tentando di strozzare il dibattito e di non fare una discussione di merito con una maggioranza molto ampia anche in quest’aula del Consiglio regionale. Viene il dubbio, come viene per il governo nazionale, che in realtà la maggioranza non ci sia”.

Le dichiarazioni di voto

Sui tempi stretti per l’approvazione dell’assestamento e sulla mancanza di un momento di confronto adeguato fin dai lavori in commissione Bilancio, ci sono stati diversi interventi. Tuttavia, in fase di dichiarazione di voto, Claudio Moscardelli (Pd) ha espresso soddisfazione per alcuni cambiamenti che ci sono stati in corso d’opera, tra i quali quelli su Unionfidi e Ospedali psichiatrici. Per il capogruppo di Sel, Luigi Nieri, “l’opposizione ha provato a correggere una manovra che consideriamo sbagliata, ma non ci siamo riusciti con emendamenti che riguardavano, per esempio, i problemi di coloro che sono morosi sotto sfratto”. Vincenzo Maruccio (Idv), ha riconosciuto che qualche passo è stato fatto, ma “continuiamo a pensare che sia una manovra recessiva, quindi votiamo contro”. Francesco Carducci (Udc) ha parlato a nome della maggioranza, esprimendo un ringraziamento all’assessore Cetica, “anche perché i provvedimenti impopolari sono difficili da adottare”, e ha ricordato i prossimi impegni, come il problema dei rifiuti. Fabio Nobile (Fds) ha espresso il voto contrario del suo gruppo “perché è una manovra tecnica che assesta un bilancio sbagliato. Abbiamo dato la disponibilità a un confronto – ha proseguito - che però è avvenuto solo in quest’aula, perché in venti giorni non c’è stato affatto in commissione”.

Gli stipendi dei dirigenti e i costi della politica

Il gruppo consiliare de La Destra e quello della Lista Bonino - Pannella Federalisti europei avevano annunciato alcuni emendamenti abbastanza simili tra loro, volti a porre limiti ai costi della politica, agli stipendi dell’alta dirigenza regionale e alle consulenze esterne. “Quando arrivai nella stanza in cui oggi c’è la presidente Polverini – ha ricordato nell’Aula consiliare l’ex governatore e attuale capogruppo de La Destra, Francesco Storace - dissi all’allora più alto dirigente della Regione: ‘Senti, mi devi preparare una legge – allora c’erano le lire – in cui ci sia scritto che nessuno può guadagnare mille lire più del Presidente della Regione’. Risultato: prepararono la legge. Il testo diceva: ‘Il Presidente guadagna un euro più del più alto stipendio della Regione’.”. Durante la discussione generale sull’assestamento, Storace aveva parlato anche della necessità di ridurre o eliminare determinati emolumenti degli stessi consiglieri regionali, come l’indennità chilometrica per venire alla Pisana da Roma e la liquidazione. Poi, però, gli unici emendamenti non ritirati e quindi discussi in tema di costi della politica sono stati soltanto quelli dei consiglieri Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo della Lista Bonino – Pannella Federalisti europei. I consiglieri radicali si sono visti respingere tutti i loro emendamenti “finalizzati a tagliare, a tagliare delle spese che sono sicuramente superflue, a tagliare in relazione a soggetti che non subiranno drammi, non subiranno tragedie, mentre invece le risorse risparmiate potrebbero andare a rifinanziare la legge sul reddito minimo garantito per disoccupati e precari”, come aveva spiegato Rossodivita durante la discussione generale. Quindi, respinta l’abolizione delle tre commissioni consiliari speciali, respinta l’abolizione dei vitalizi agli assessori esterni della Giunta Polverini, e respinto il taglio delle autoblu. 
 

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