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Pizzo del Prete ancora a rischio, continua la “battaglia” dei cittadini

Tra le istanze che il Comitato sta portando avanti, la richiesta di un Commissario speciale per l'implementazione della raccolta differenziata

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Il Faro on line – “Il Commissario Sottile non ha ancora indicato i siti e il Piano per Roma del Ministro Clini è ancora sulla carta. Per questo la nostra azione deve continuare fino a che Pizzo del Prete non sarà tolto dalla lista dei siti candidati ad ospitare la discarica”. La battaglia del Comitato Rifiuti Zero di Fiumicino prosegue senza sosta. Intanto è stata indetta un’assemblea pubblica con i cittadini cui prenderanno parte anche le Amministrazioni di Anguillara, Bracciano, Cerveteri, Ladispoli e di Oriolo Romano. L’ipotesi di Pizzo del Prete come possibile luogo in cui possa ricadere la decisione di localizzare il nuovo impianto di smaltimento continua ad aleggiare sulla località tenendo sul chi va là l’intera popolazione. Ma, al momento, quali sono le uniche certezze che arrivano dagli organi di governo?

“Le uniche certezze – spiegano dal Comitato Rifiuti Zero – sono l’ennesima ultima proroga per Malagrotta e, stante l’attuale situazione degli impianti, la necessità da parte della Regione Lazio di dare seguito allo scenario di controllo del Piano Rifiuti che continua a prevedere inceneritori, Tmb che producono Cdr per inceneritori ed inevitabilmente discariche”.

I punti all’ordine del giorno dell’assemblea?

“Ovviamente l’attenzione è rivolta sulla scelta dei siti per il post Malagrotta ma, anche sull’azione che i Comuni interessati dovranno mettere in atto, per scongiurare la realizzazione di un impianto di smaltimento nel nostro territorio”.

C’è uno strumento amministrativo che potrebbe porre definitivamente in sicurezza Pizzo del Prete?

“Sicuramente il riconoscimento della località quale parte integrante del sito Unesco della Banditaccia. La disposizione di rigidi vincoli di tutela archeologica, naturalistica e paesaggistica, oltre ad essere dei riconoscimenti più che legittimi, ci farebbero dormire sonni tranquilli”.

In primo piano anche la raccolta differenziata. Tra le istanze che il Comitato sta portando avanti c’è la richiesta di un Commissario speciale per l’implementazione della raccolta differenziata a Roma (65 per cento in due anni) e che punti decisamente al Porta a Porta.

“Ci siamo convinti, purtroppo, che anche questa volta, l’intenzione della politica sia quella di far prevalere gli interessi del palazzo e delle lobby su quelli dei cittadini. Come spiegare – si domandano dal Comitato – la totale inattività degli Enti? Enti che pur dovendo fronteggiare l’emergenza rifiuti, o fare in modo che venga avviata dai Comuni di Roma,Ciampino e Fiumicino, nonché dallo Stato Vaticano, una seria raccolta differenziata dei rifiuti, sprecano il proprio tempo e i nostri soldi per cercare zone dove poter scavare buche o poter costruire inceneritori? Perché vogliono continuare un percorso devastante per la salute delle persone e dei territori? E’ triste doverlo affermare ma ormai la conclusione ci sembra abbastanza chiara. Ci stanno prendendo in giro facendo rimbalzare le responsabilità e le competenze da Ente ad Ente, da Prefetto a Prefetto, sperando che questa interminabile attesa ci conduca a un’inevitabile momento di stanchezza e di disattenzione, tali da poter mettere a segno il colpo fatale”.
Riccardo Ragozzini

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