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Lazio Terra di Sapori, successo per la prima serata

Anche stasera menu tipici, spettacoli in costume e stand in piazza con i prodotti delle cinque province del Lazio

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Il Faro on line – «Sapevamo dell’interesse attorno all’enogastronomia locale, ma il succeso di eiri sera è andato oltre ogni più rosea aspettativa». Commenta così Massimiliano Sepe, chef di “Lazio Terra di Sapori”, il successo dell’iniziativa messa in campo dalla XXII Comunità Montana. E il commento è ancora più genuino se proviene da uno chef plurititolato nel suo settore, nonché premiato dall’esperienza televisiva di “Benvenuti a Tavola”. A Palazzo Caetani è stato un andirivieni di gente, incuriosita sin dall’apertura della kermesse affidata alla presentazione di un volume prezioso dal titolo “Arancio Littorio”. Pubblicato in collaborazione con l’Associazione Giuseppe De Santis, il libro curato da Marco Grossi e Virginio Palazzo è un omaggio alle “Feste dell’Arancio” che si tenevano a Fondi negli Anni 30, durante i quali fu ospite anche il generale Badoglio. 

Così da ieri a Palazzo Caetani tutti hanno apprezzato la mestria di Sepe nell’arte culinaria, così come esaltanti sono stati i vini offerti da alcune cantine locali, per decantare i quali è stato regalato ai visitatori calice erelativo portacalice. Tra i rossi spiccava un “Atina Cabernet 2008”, un sauvignon con parti di Merlot a correggere invecchiato al punto giusto tanto da essere premiato a Vinitaly. Ottimo anche il Sant’Elia del 2010 dei Vigneti Lucci con uve Merlot, Shiraz e Cabernet. Tra i bianchi particolarmente apprezzato è stato il Grechetto con uve biologiche di Civitella d’Agliano di Poggio della Costa, molto alcolico, fresco, con ottimo rapporto tra le parti sensoriali. Merita una menzione anche il “Satrico” del 2011 di Casal del Giglio, mix di Chardonnay, Sauvignon e Trebbiano.

«E’ un piacere ricevere commenti positivi su questo evento – racconta Marco Carnevale, presidente della Comunità Montana – anche perché dietro c’è tanto lavoro. Speriamo di aver reso un buon servizio alla città stessa, il nostro obiettivo era anche quello di portare nuovi turisti nel centro storico. Siamo pronti ad esportare l’iniziativa in tutta la Regione Lazio». «Fino a domenica preparerò le migliori ricette con i prodotti locali – conclude lo chef Sepe – e spero che la gente possa continuare ad apprezzare l’unicità di queste terre, che danno il loro contributo al brand del made in Italy nel mondo».

Oltre alla tradizione rinascimentale questa sera (sabato) non mancheranno piatti che tutt’oggi compaiono spesso sulle nostre tavole, come la tiella di bieta e olive di Gaeta, che secondo la storia nasce come piatto unico gradito a contadini e pescatori per consentire loro di avere una pietanza che si conservasse per diversi giorni. Si racconta che già ai tempi dei Borbone alcuni di essi ne fossero estimatori; successivamente la sua memoria si lega al consumo di gaetani che partivano per emigrare in cerca di fortuna. Ma si potrà gustare anche una classica amatriciana, piatto originario di Amatrice che affonda le sue radici nella cultura pastorizia del luogo. In origine non prevedeva l’uso del pomodoro, infatti era un condimento bianco, a base di pecorino e guanciale, per la pasta. I pastori che transitavano nelle campagne Romane, nel periodo della transumanza, lo portarono nella capitale, dove avvenne l’incontro con il pomodoro. E ancora spazio al cosciotto di Maiale alla vignarola, piatto tipico del periodo primaverile. Alle carni tenere di suino vengono accostate le verdure primaverili delle campagne viterbesi, come piselli, carciofi,fave,lattuga e profumate con mentuccia ed altre erbe spontanee.

Intanto continuano a mostrare le proprie prelibatezze gli stand enogastronomici allestiti in piazza Matteotti, a formare una sorta di continuum ideale dei prodotti tipici lungo tutto il centro storico della bella città di Fondi.

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