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Fiumicino fa ricorso contro il Fiscal Compact

De Vecchis, Gonnelli e Tomaino (Pdl): "Si deve tenere conto della Spending  Review che portera' a breve nuovi tagli alla spesa pubblica"

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Il Faro on line – È stata votata all’unanimità dal Consiglio comunale di Fiumicino la mozione contro il Fiscal compact dei consiglieri comunali William De Vecchis, Mauro Gonnelli e Anselmo Tomaino. Stessa mozione è stata presentata dal consigliere municipale Rasi (Pdl) nel XIII Municipio e dal consigliere Tomaino (Pdl) in Provincia. Il documento è stato poi bocciato dal consiglio provinciale nonostante il voto favorevole di Sinistra e Libertà.

Il documento nasce da un lavoro delle associazioni Foro 753 e 2punto11 e allinea il Comune di Fiumicino ai ricorsi presentati da associazioni ed enti locali delle varie nazioni Europee che hanno momentaneamente bloccato il Fiscal Compact (o pareggio di bilancio), in attesa della decisione degli otto giudici componenti di uno dei due Senati della Corte Costituzionale tedesca, che il prossimo 12 settembre a Karlsruhe dovranno pronunciarsi su sei ricorsi (di 12 mila) presentati dagli euro-scettici contro la ratifica del fondo Esm (il cosiddetto fondo salva Stati già approvato dal Parlamento tedesco con oltre due terzi di voti favorevoli) per presunta violazione di una delle prerogative del Parlamento tedesco e di ciascun popolo realmente sovrano: quella di decidere come spendere i soldi dei contribuenti nazionali. Con un “no”, il fondo ESM  verrebbe affossato.

“Gli Stati membri dell’Unione monetaria – hanno scritto Gonnelli e De Vecchis nel documento – che detengono un debito pubblico superiore al 60% del Pil, dovranno rientrare entro questa soglia nell’arco di 20 anni, a un ritmo predeterminato percentuale annuo, oltreché obbligarsi a mantenere il deficit pubblico sempre sotto al 3% del Pil. Pena sanzioni. L’Italia, già oggi prima al mondo per pressione fiscale, è stata cosi impegnata dal Parlamento a sostenere 50 miliardi di euro all’anno, di tasse e tagli, per i prossimi 20 anni, sempre che se le cose non peggiorassero ancora. Se a ciò si aggiunge la legiferazione del pareggio di bilancio quale princìpio costituzionale, è facile comprendere come si sia definitivamente perduta ogni possibilità di intraprendere politiche economiche e fiscali capaci di stimolare nuovamente la domanda, in particolar modo quella interna,senza sovranità monetaria, economica e fiscale, né tanto meno quella politica”. 

“Inoltre – sottolineano il presidente del Consiglio di Fiumicino e il consigliere Pdl – si deve tenere conto della Spending  Review che porterà a breve nuovi tagli alla spesa pubblica, alla sanità e alla scuola, che ci vedrà assistere all’applicazione di nuove tasse, alla riduzione dei servizi di pubblica utilità, al rischio della  distruzione dello stato sociale, alla svendita del patrimonio immobiliare ed artistico nazionale a nuovi interventi su salari e stipendi, ed a condizioni di vita sempre più livellate verso il basso”. 

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