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“Modelli unicellulari” di Cecilia De Paolis  

Nettuno - Appuntamento per il 21 agosto al Forte Sangallo

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Il Faro on line – Cecilia De Paolis crea con la stoffa: non opere d’arte, non vestiti ma preziosi oggetti da indossare, abiti-gioielli che prendono forma, che danno vita. Animali, pesci, conchiglie che plasmano un corpo, modificanti esseri umani. Non sono abiti, hanno l’aspetto di abiti, ma indossati si animano.  Giornate intere a cucire, a dividere piegoline infinite, a far combaciare punti su punti … la ricerca del colore, del tessuto che non si vede ma che dà la rigidezza al busto e la morbidezza alla gonna.Nulla è lasciato al caso: lo studio del taglio, la leggerezza della cucitura, punti sottili fatti a mano, un lavoro certosino delle nostre ave.
Cecilia non ricama ma è come se ricamasse, lo fa incrociando le stoffe, inserendo stecche, facendo convivere materiale morbido e poroso con stoffe irrigidite da tulle e rame…
Cecilia è raffinata, ama le stoffe, i cappelli, colleziona borsette, la sera controlla i suoi bottoni gioiello come se fossero pietre preziose… e tutto ciò ricade sul suo lavoro.
Non tralascia nulla, si sofferma sul particolare, sceglie per i suoi abiti nomi antichi che ci riportano alla preistoria …
Marina Sciarelli

Cecilia De Paolis è da iscriversi fra gli artisti “cult” dei  nostri anni. I suoi non sono vestiti nè modelli, né abiti ma flusso di visioni ancestrali, per suggerirci una maniera unica di osservare la fisionomia del nostro corpo e di come la “pelle” che ci riveste, si è trasformata, nei millenni, in un plasma vivente, intaccando le cronolo¬gie trasversali dello scorrere del tempo. 
Gli “abiti” di Cecilia De Paolis sono sto¬rie senza trama, perché il passato remoto, antidiluviano, quando la coscienza era prigioniera di un corpuscolo unicellulare, si specchia nel presente e poi nel futuro, capace com’è di assorbire sia la necessità di “coprirsi” e di “difendersi” sia di creare i sim¬boli di una scienza interdisciplinare come è appunto l’etnobiologia. Ciò che preme Cecilia è enfatizzare la potenza evocative delle forme ma anche dei materiali. I suoi sono “abitazioni” oniriche sgorgate dagli archetipi del “noumeno”, l’Essere ontologico omnipervasivo, che non solo ci protegge dall’intrusione del mondo esterno, ma ci nutre di fiabe e mi¬ti che un corpo antropomorfo ha finito per mettere in scena… Romano Scavolini

Cecilia De Paolis

Costumista, stilista, è diplomata Modellista Sartoriale e Modellista Industriale presso il Centro Internazionale Moda G. Guarino di Roma, e ha seguito corsi di Confezione Sartoriale e Confezione Industriale presso lo Studio Moda Casamassa. Ha inoltre seguito stages di “Sviluppo e piazzamento industriale su sistema assyst” presso il Centro Internazionale G. Guarino e presso il Laboratorio Info Moda. Ha partecipato come costumista e assistente costumista alla realizzazione di diversi film e cortometraggi, fra cui Sangue Pazzo di M. T. Giordana e la fiction “Amiche”. Ha collaborato con la costumista Giulia Mafai per l’allestimento di numerose mostre ed esposizioni e partecipato a diverse performances di arte contemporanea. Come stilista ha realizzato collezioni di Pret-a-porter e maglieria.

La mostra è organizzata dal Comune di Nettuno e dalla Associazione Culturale Dinosaurs. 

Durata della mostra 21 -26 agosto 2012 con orari   9,30 – 12,30 / 17,00 – 21,00

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