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Una collina “scoperta”, una verità “coperta”

Intervento di Simona Ricotti, responsabile del Forum ambientalista

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Il Faro on line – “Ci sorprende la recente ‘scoperta’ della collina sorta nell’area dei serbatoi di Torrevaldaliga Nord e costituita dalle terre derivanti dall’attività di dragaggio connessa alle opere a mare della centrale a carbone”. A parlare è Simona Ricotti (nella foto), responsabile locale del Forum Ambientalista. “Per correttezza di – prosegue – e a beneficio della memoria di qualche cosiddetto ‘scopritore’ di colline già scoperte, ci corre l’obbligo di ricordare che la nostra associazione già nel marzo 2011 aveva rilevato, tramite un esposto presentato in maniera congiunta con il Comitato NaturalMente, l’anomalia dell’accumulo di quelle terre da scavo in un’area e con modalità difformi da quanto previsto nel provvedimento di compatibilità ambientale, circostanza che non consentiva di escludere i materiali dall’applicazione della disciplina sui rifiuti. Dell’esposto fu riportata notizia dagli organi di informazione, così come avvenuto in precedenza per l’interramento di rifiuti derivanti dall’attività di cantiere.

In quelle occasioni abbiamo dovuto registrare un silenzio tombale, sia quello gravissimo dell’amministrazione Moscherini, sia quello imbarazzante di quasi tutte le forze politiche. Auspichiamo che il bosco previsto nell’area dei serbatoi sia realizzato nel minore tempo possibile, avendo cura di asportare le terre di dragaggio accumulate che, come da prescrizione VIA, possono (e devono) essere utilizzate dall’Autorità Portuale nei lavori relativi alla Darsena Traghetti e Servizi, il cui avvio è stato appena annunciato e celebrato.

È appena il caso di ricordare – prosegue Ricotti – che l’ottemperanza delle prescrizioni contenute nel decreto VIA è condizione necessaria non solo per la costruzione della centrale ma anche per il suo esercizio e, di conseguenza, se il nuovo Sindaco volesse garantire il rispetto delle disposizioni di tale decreto eserciterebbe senz’altro una sua facoltà oltre che un diritto della cittadinanza.

Come sempre noi continueremo a fare il nostro lavoro, consapevoli che i problemi relativi alla centrale a carbone sono ben più alti della collina che si erge nell’area dei serbatoi. Se nel caso specifico anche i rappresentanti istituzionali vorranno svolgere il loro ruolo, magari rompendo un pluriennale silenzio, è un fatto che, come detto, ci sorprende per lo “scoppio ritardato”, ma che non possiamo non accogliere con favore, a condizione che si vada fino in fondo”.

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