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Pesca a strascico, individuato un peschereccio a Palidoro

L'imbarcazione, appartenente alla marineria di Fiumicino, e' stata fermata dal reparto navale della Finanza

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Il Faro on line – Nel corso di una attivita’ di vigilanza predisposta dal Reparto Operativo Aeronavale di Civitavecchia, volta alla tutela e la salvaguardia del patrimonio ittico e delle risorse biologiche marine lungo il litorale laziale, condotta dalle unita’ navali della Stazione Navale di Civitavecchia, l’equipaggio della vedetta “V.2007”, in navigazione nelle acque antistanti Palidoro (RM) ha sorpreso, nelle prime ore della mattinata odierna  un  motopeschereccio, che pescavano in zona vietata, dopo un attento monitoraggio radar dei bersagli navali.

Il peschereccio, appartenente alla marineria di Fiumicino e’ stato  fermato a breve distanza dalla costa, mentre a lento moto, procedeva lungo il litorale, dopo aver calato su un fondale sabbioso di 15 metri  una rete a strascico. Il comportamento dei pescatori, in violazione alle vigenti normative, rischiava di arrecare significativi danni alla flora ed alla fauna marittima costiera.

I finanzieri hanno provveduto al sequestro della rete utilizzata per l’illecita attivita’, contestando al comandante del peschereccio la violazione delle disposizioni legislative, in materia di pesca, che prevedono per i trasgressori una sanzione da due a dodicimila euro, il sequestro dell’attrezzatura utilizzata e del pescato. A seguito della segnalazione dell’infrazione da parte delle Fiamme Gialle, l’Autorita’ Marittima, nei confronti del comandante del motopeschereccio,  annotera’ l’avvenuta violazione nella licenza di pesca ed in caso di reiterate inosservanze, potra’ procedere alla sospensione dell’autorizzazione. 

Con il recente sequestro la Stazione Navale di Civitavecchia ha portato a termine una qualificata attivita’ di contrasto nei confronti degli operatori economici, che con il proprio comportamento non corretto, evidentemente spinti dalle esigenti richieste di pescato, da parte dei gestori dei locali di ristorazione,  danneggiano il sempre piu’ sensibile ambiente marino, conseguendo, nel contempo, illeciti proventi derivanti dalla cattura di prodotto ittico in zona vietata alle attivita’ di pesca.

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