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Furto d’identità, l’attacco di Mauro Porcelli 

"Qualcuno scrive false lettere, di cui disconosco la paternità, a nome della mia associazione. Un'azione ignobile, e stiamo prendendo provvedimenti"

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Il Faro on line – “Nel volgere di poco tempo, tra l’evento elettorale e le battaglie sociali che mi onoro di combattere a supporto dei cittadini, sono stato chiamato più volte dai Carabinieri per verificare – e disconoscere – anonime missive stampate a firma della mia associazione. Come disse il poeta Corrado Alvaro..”la disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile”…
A parlare è Mauro Porcelli. “Personalmente amo vivere nella chiarezza, tanto da raccogliere le istanze dei cittadini pubblicandole con nome e cognome essendo internet l’unico strumento da me utilizzato. A chi si nasconde dietro nomi e sigle altrui, forse mossi da menti forensi di scarso acume, suggerisco di riflettere e scegliere un soggetto meno informato del sottoscritto che non ha bisogno – come altri – di nascondersi. A conforto di ciò e convinto di fornire un utile strumento di riflessione, consiglio la lettura dell’Apologo sull’onestà nel paese dei corrotti del poeta Italo Calvino, del quale amo citare solo alcuni significativi brevi passi…”c’era un paese che si reggeva sull’illecito, non che mancassero le leggi, ne che il sistema politico non fosse basato su principi che tutti più o meno dicevano di condividere. Ma questo sistema, articolato su un gran numero di centri di potere, aveva bisogno di mezzi finanziari smisurati (…)  e questi mezzi si potevano avere solo illecitamente cioè chiedendoli a chi li aveva, in cambio di favori illeciti (…) in quel paese di gente che si sentiva sempre con la coscienza a posto, gli onesti erano i soli a farsi sempre gli scrupoli. A chiedersi ad ogni momento che cosa avrebbero dovuto fare. Chi vuol capir capisca”-

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