Seguici su

Cerca nel sito

Usi civici, interviene l’associazione Civilta’

Porcelli: "A breve un confronto pubblico con i cittadini per capire cosa sta accadendo sul territorio"

Più informazioni su

Il Faro on line – L’associazione Civiltà per mezzo del suo presidente, spiega il perché dell’approvazione di una delibera di intenti per l’uso civico, delibera che secondo il presidente altro non è per i cittadini e commercianti dell’uso civico, uno “specchietto per le allodole”. “E’ di pochi giorni fa la ormai nota delibera approvata dal Consiglio comunale per fruire servizi idrici alle attività esistenti sui terreni gravati da uso civico. Abbiamo voluto aspettare la convocazione del Consiglio del 13 agosto per verificare se nell’elenco dell’OdG vi fosse anche la proposta di perimetrazione e definizione (previa variante) della vicenda uso civico. Neanche a dirlo una variante c’è, ma trattasi di migliaia di metri cubi (sembra 50.000) a favore di privati e non dell’uso civico”.

“Non sembra proprio – spiega il presidente dell’associazione Civiltà, Mauro Porcelli – che i problemi dell’uso civico risiedano nella mente di taluni politici più inclini alla lirica che ai problemi della gente. Se l’interesse per tali problematiche fosse stato reale, chi firma l’ordine del giorno avrebbe dovuto pensare a non portare una delibera inutile – forse utile ad un paio di persone – ben sapendo che il regolamento della società Idrica fa espresso divieto di allaccio in carenza di titolo di proprietà. Personalmente posso ben dire di aver dato grande contributo autorizzando negli anni 90 il servizio di svuotamento delle fosse a tenuta stagna, per garantire l’igiene pubblica. Per quanto mi riguarda, a titolo personale, trovo che chi lavora vada lasciato in pace ed aggiungo che da anni propongo di individuare l’area artigianale/commerciale proprio su quelle attività dell’uso civico che, non va dimenticato, garantisce centinaia di posti di lavoro da oltre 20 anni”.

“Trovo disgustoso e strumentale quanto sta accadendo, e ciò solo allo scopo di sollevare un polverone inutile – a discapito di ignari cittadini – per mettere in ombra una operazione urbanistica che, di fatto, sottrae cubature proprio all’uso civico. Da troppi anni, quando si deve ‘distrarre’ la cittadinanza, si ricorre ai problemi dell’uso civico, anziché definirlo attraverso l’adozione dello strumento legittimo che è la variante di salvaguardia, come disposto dal Prefetto e “puntualmente disatteso” dall’Amministrazione”. 

L’associazione Civiltà, ad evitare ancora strumentalizzazioni, indirà a breve un confronto pubblico sul tema “I metri cubi dell’uso civico, dove stanno finendo?”. Così una volta per tutte i cittadini dell’uso civico che attendo da decenni una soluzione definitiva, capiranno perchè nella Commissione di quattro giorni fa è stato discusso e approvato un piano da 50.000 nuovi metri cubi che nulla ha a che fare con l’uso civico. 
Luigi Centore

Più informazioni su