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Arenauta, Nessuna discriminazione ma salvaguardia di un bene comune fruibile da tutti

Precisazione del Comune di Gaeta diopo un articolo del "Venerdì" di repubblica

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Il Faro on line – «È alquanto fuorviante l’articoletto di colore «Se sei nudo niente mare: vigilantes in spiaggia su ordine del sindaco» pubblicato sul ‘Venerdì’ di Repubblica del 10 agosto a firma di Riccardo Bianchi». Lo afferma Roberto Mari, capo di Gabinetto del Comune di Gaeta che, telefonicamente aveva giustificato a Bianchi la presenza dei vigilantes sulla spiaggia dell’Arenauta con funzione di sostegno al servizio di vigilanza, effettuato da forze dell’ordine (Capitaneria di porto, Commissariato di P.S. e Vigili urbani) impegnate nelle operazioni di controllo su tutta la fascia costiera. Più volte, specialmente durante i weekend, esse sono intervenute sull’Arenauta per rimuovere attendamenti abusivi e per ripristinare il rispetto di regole basilari della decenza e assicurare normali condizioni igienico-ambientali.

Sulla tipologia dei frequentatori della spiaggia pubblica, in parte affidata in concessione a privati, Mari ha precisato che del tratto di arenile attiguo a Torre Scissura le cronache giornalistiche si occupano da una ventina d’anni in quanto si è creata spontaneamente una zona frequentata da naturisti, con lamentele da parte di bagnanti (specialmente nuclei familiari con bambini) cui è quasi proibito avvicinarsi a questa oasi, «sottratta» per consuetudine alla pubblica fruizione. Sulla presenza di naturisti, il capo di Gabinetto ha puntualizzato che «laddove ad una persona vestita è vietata la permanenza ad un campo nudisti, altrettanto vietato dovrebbe essere l’esercitare il naturismo in un luogo pubblico frequentato da persone in costume. A meno che non si intenda disciplinare la loro presenza con atti amministrativi. Quindi, nessuna discriminazione, ma solo rispetto delle regole».Non deve destare scandalo poi se la zona sia frequentata anche da gay. «Nessuna discriminazione – precisa Mari – verso di loro, anzi massimo rispetto. Mai asserito il contrario. 

D’altronde, le istituzioni hanno l’obbligo di prevenire e contrastare la discriminazione, perché qualsiasi eccezione all’universalità dei diritti umani è inaccettabile». «La presenza dei vigilantes – aggiunge Mari – serve ad impedire l’attendamento abusivo e ad evitare che in quella fascia di arenile si possano commettere atti contro la pubblica decenza, punibili in base all’art. 527 del Codice penale; intendendo per «luogo pubblico» uno spazio, spiagge comprese, a cui può accedere chiunque». E ha spiegato che «i vigilantes erano sull’arenile per esercitare opera di prevenzione e non ‘per allontanare gli omosessuali’; erano e sono ancora lì per effettuare un servizio di vigilanza e di controllo nel rispetto della legalità, per evitare che venga violata la legge e per garantire a chiunque, indistintamente dal sesso o dall’età, di poter fruire di tutto l’arenile, che è un bene pubblico comune da salvaguardare».

«Nell’articolo – conclude Mari – Bianchi mi ha attribuito erroneamente alcune lamentele di bagnanti e cittadini: io sono decisamente contrario a qualsiasi forma di discriminazione; come d’altronde hanno sempre dimostrato di bandire queste forme discriminatorie tutti gli amministratori comunali di Gaeta che si sono avvicendati dagli anni passati ad oggi». 

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