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Scoppiano le carceri del Lazio

Il Faro on line - Sono 7.028 (a fronte di una capienza di 4.838 posti disponibili) i detenuti che passeranno Ferragosto nelle carceri del Lazio. Il dato è stato segnalato dal Garante dei detenuti Angiolo Marroni secondo cui “nel Lazio si è ormai raggiunto il livello record di presenze nelle carceri. Per la prima volta è stata sfondata quota settemila ed ora i reclusi sono 2.200 in più rispetto ai posti disponibili. Questi numeri sono l’amara conferma che tutte le misure adottata, in questi anni, dai vari governi per ridurre il sovraffollamento sono state inefficaci. Tra sovraffollamento, carenze di personale e di risorse finanziarie e strutture obsolete inadeguate, lo Stato ha di fatto abbandonato la funzione di recupero sociale dei reclusi, per altro costituzionalmente garantita”. A quanto risulta agli operatori del Garante, nelle 14 carceri della Regione Lazio sono recluse 7.028 persone, fra cui 452 donne. I detenuti stranieri sono 2764, quasi il 40%. Secondo gli ultimi dati disponibili, nelle 206 carceri italiane sono, invece recluse 66.009 persone (2.818 le donne) a fronte di 45.588 posti disponibili.

Gli stranieri sono 23.590 (36% circa). Ulteriori spunti di riflessione arrivano dall’analisi delle posizioni giuridiche dei reclusi nelle carceri del Lazio. Quasi la metà dei reclusi (3.266 su 7.028) è in attesa di giudizio definitivo; fra costoro, quelli in attesa della sentenza di primo grado sono 1.375, gli appellanti sono 1.096.Coloro che stanno scontando una sentenza definitiva sono, invece, 3.793. Per quanto riguarda i detenuti stranieri, il dato che balza agli occhi è che coloro che sono in attesa di giudizio definitivo sono quasi il 60% (1.585 su 2.764) “I numeri sono inequivocabili - ha detto il Garante Angiolo Marroni - e segnalano da un lato il problema della certezza dei tempi della giustizia, dall’altro le problematiche che affliggono le carceri del Lazio, comuni a tutte le carceri italiane: detenuti in costante aumento, carenze di personale e di fondi, strutture fatiscenti e sovraffollate, la sanità penitenziaria che versa in una situazione paurosa, assenza di politiche di formazione, di inserimento lavorativo e di recupero sociale. E’ questa la fotografia del sistema carcerario italiano in questo momento. Il carcere non va in ferie e, purtroppo, d’estate le problematiche aumentano”.

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