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Diecimila persone per San Rocco

Processione, messa e concerto per il più amato dai fondani... e non solo

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Il Faro on line – Dal dopoguerra fino alla fine degli anni ’70 era il più bestemmiato e venerato dal popolo fondano. Oggi resiste (per grazia di Dio) solo il primato del più amato dai fondani, ma non solo per loro. Il 16 agosto scorso il rapporto di presenza per la processione, la messa e il concerto era di due …(fondani) a uno (ospiti) e nel totale è stato superato il “muro” delle diecimila persone. La processione straripante di fedeli ha dovuto addirittura abbreviare il suo percorso, proprio a causa del numero dei partecipanti, di cui molti, come si diceva, non fondani.

La devozione al santo supera di gran lunga quella del patrono; forse può competere con quella della Madonna del Cielo legata anch’essa ad un evento eccezionale: la peste. Padre Massimiliano Scarlato, parroco di San Francesco e regista premuroso di tutte le fasi della celebrazione, ha felicemente accostato durante l’omelia la peste (quella bubbonica) da cui il Santo liberò la città, con un’altra peste non meno micidiale di quella: la peste della dipendenza del gioco, causa della rovina di ormai troppe famiglie.I cosiddetti “grattini”, gioco lusinghiero dalla rapidità e facilità di conoscere l’esito della fortuna, di cui sono vittime persone di ogni ceto ed età; “immagini di ben seguendo false, che nulla promission rendono intera” come dice Dante, II,30,132.San Rocco andava incontro agli appestati con amore e sollecitudine, venga anche a noi incontro per la devozione che il popolo fondano ha sempre dimostrata.

Le letture della celebrazione eucaristica, lette con passione e viva partecipazione, sono state ispirate dall’amore sincero che Gesù ha profuso nella sua opera di conversione: “Ama Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima”; “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Questi sono i due comandamenti che superano la legge mosaica e quella di tutta l’umanità.

La liturgia della funzione, tenuta nel bello e capiente anfiteatro di piazza De Gasperi, è stata coinvolgente: un tripudio di colori vivaci ed armoniosi ha ricoperto le due gradinate laterali che con l’altare collocato con perizia consumata a coprire la curva centrale, hanno dato vita ad un immenso calice, il cui fondo coperto di teste fisse ai celebranti e agli adiutori favoriva la partecipazione collettiva sincera e raccolta. I canti di benedizione sono stati esaltati da corali battiti di mani che li hanno accompagnati nell’elevazione verso il Signore. E così anche il lungo applauso finale di gioia e di commozione ha accompagnato le autorità, con in testa il sindaco Salvatore De Meo, il senatore Claudio Fazzone e i fedeli che hanno seguito la statua di San Rocco nel viaggio di ritorno nella chiesa di San Francesco.

Il concerto conclusivo della giornata dei “Cantori Partenopei”, così come la messa, è stato dedicato a Padre Alessio Falanga nel decimo anniversario della sua scomparsa. Lo spettacolo canoro, organizzato dalla Pro Loco Fondi, godeva del patrocinio del Comune di Fondi, della collaborazione del Creia, della sponsorizzazione della Banca Popolare di Fondi, di Bluecarcompany, di Dixe Tacabanda, di Ferraro ortofrutta, ci ha riportato con le intramontabili melodie napoletane, alle emozioni dei tempi passati che però ancora oggi (e forse più di ieri) riviviamo con una certa nostalgia. Apprezzato lo spirito genuino della “napoletanità” la coralità, il ritmo vivace e il sentimento a volte malinconico, ma mai triste (“Voc e nott”; “Carmel”; “O sole mio”…). Ci è parso di sentire lo spirito vero della cultura partenopea conosciuta in tutto il mondo. 

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