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Tradizioni e progetti, abbiamo toccato il fondo. Ora bisogna risalire

Il Ponte della Scafa resta senza soldi. La Processione a mare resta senza barche

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Il Faro on line – Sono due argomenti molto distanti tra loro, e senza alcun punto di contatto diretto. Ma sono accaduti entrambi nella stessa settimana, quasi a dare un segnale di come stanno andando oggi le cose, a sottolineare – se mai ce ne fosse ancora bisogno – che il momento è difficile, che i sogni purtroppo sono destinati a restare tali e anche le certezze di un tempo rischiano di sgretolarsi. Eppure, in questa fosca visione, vogliamo vedere positivo: avere la coscienza di essere arrivati in fondo al pozzo, paradossalmente riapre lo spazio alla speranza, nel senso che da questo punto in poi si può solo risalire.Ci riferiamo in primis alla notizia della perdita dei circa 25 milioni di euro programmati dalla precedente giunta regionale e destinati al nuovo Ponte della Scafa, ma mai utilizzati. E ovviamente, in un contesto economico (regionale e nazionale) come quello attuale, non riprogrammabili.

Era un’opera attesa come il passaggio del Mar Rosso di biblica memoria, ciò che avrebbe finalmente permesso a due comuni (Roma e Fiumicino) di poter interfacciarsi agevolmente, facilitando così anche gli spostamenti da e verso l’aeroporto internazionale sia per i viaggiatori sia per i lavoratori (quelli che ancora resistono). Prima il cambio di progettazioni, poi vincoli archeologici, poi ancora problemi di competenze tra Enti e infine una evidente incapacità generale hanno prodotto il risultato che sappiamo. Il lato positivo? Questa volta i cittadini di Fiumicino non si sentiranno dire in campagna elettorale, tra le tante promesse stantie, quella del raddoppio del Ponte della Scafa. Il che servirà perlomeno a concentrare gli sforzi su altri progetti viari realmente sostenibili e dunque poi realizzabili. Vediamola così: qualche chiacchiera in meno e qualche fatto in più. 

Il secondo avvenimento sul quale ragionare è la processione a Mare per il giorno dell’Assunta, il 15 agosto, una volta appuntamento fondamentale del ferragosto fiumicinese. C’era un’intera città che seguiva l’evento, via Torre Clementina era devotamente bloccata, e il mare pullulava di imbarcazioni, piccole medie e grandi, a testimoniare non solo una religiosità attiva, ma un’identità di territorio che veniva difesa con la presenza fisica. Stavolta non è stato così: poche barche, gente distratta. Certo, l’arrivo quasi contemporaneo di tre nuovi Comandanti (Commissariato, Capitaneria e Finanza) a poche settimane dall’evento ha evidentemente creato qualche impedimento in più dettato dalla prudenza di chi non conosce la situazione e non vuole correre rischi, ma non c’è solo questo.

C’è uno scollamento di tipo religioso, c’è la minore capacità di aggregazione del popolo sia da parte del clero sia ancor più da parte dei politici, c’è la mancanza ormai totale di una Protezione civile che potesse essere a supporto dell’evento stesso (stante la scarsità di uomini delle forze dell’ordine). Insomma, i fattori sono molteplici, e il mix con la situazione economica attuale ha fatto il resto. Anche qui, però, bisogna cercare di vedere positivo: il prossimo 15 agosto 2013  i Comandanti avranno una percezione del territorio maggiore e più organica, l’Amministrazione avrà un nuovo Sindaco, magari la Protezione civile sarà attiva, e forse anche il barometro della congiuntura economica non sarà più “inchiodato” sull’annunciare bufera. Infine, non vorrei sembrare blasfemo, ma… c’è sempre la Madonna sulla quale fare conto.

Angelo Perfetti
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