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“Pesca dalla spiaggia: facciamo chiarezza”

"Oggi vigono norme che sebbene non correttamente rispettate limitano la pesca all’interno del  Parco e non solo"

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Il Faro on line – In questi giorni alcuni pescatori sportivi, che per le loro attività sono soliti utilizzare le spiagge del Parco, hanno impropriamente polemizzato sulla proposta di estensione a mare dell’area protetta perché questa, a loro giudizio, impedirebbe l’esercizio delle attività di pesca. “L’affermazione è del tutto sbagliata per due motivi, sia perché la pesca è regolamentata anche nelle aree marine protette (ed è quindi ammissibile), sia perché già oggi vigono norme che sebbene non correttamente rispettate limitano la pesca all’interno del  Parco e non solo. In particolare si tratta delle norme del Piano Paesaggistico della Regione Lazio e di ordinanze del  Ministero delle Infrastrutture e Trasporti emanate dalle Capitanerie di Porto, norme dunque che nulla hanno a che vedere con quelle del Parco Nazionale del Circeo”.

L’Ordinanza Sindacale n.33 del 22 giugno 2012 sulla sicurezza balneare nel “circondario balneare di Terracina” che riguarda anche gli ambiti costieri del Parco, all’art. 17 testualmente dispone che: “L’esercizio di qualsiasi tipo di pesca, da intendersi comprensiva anche della pesca sportiva effettuata con qualunque attrezzo, diversa dalla pesca subacquea, è vietato nelle fasce di mare di 300 metri dalle spiagge e di 100 metri da coste a picco nelle ore comprese tra le 8,30 e le 18,30, se non diversamente disposto dai Comuni”;  inoltre “e’ vietato attraversare con arma subacquea carica le zone frequentate dai bagnati e la zona di mare dei 250 metri dalla Costa”.

Il Piano Paesaggistico, Ambito Territoriale 13  articoli 27 e 29, dispone che nelle aree costiere comprese tra Rio Martino e lo sbocco a mare del Canale Nocchia (cioè le spiagge di fronte ai laghi di Monaci e Caprolace e ai Pantani dell’Inferno) e quelle prospicienti il Promontorio del Circeo  “la tutela integrale si intende estesa ad una fascia marittima di protezione esterna di 500 metri dalla linea di costa; in tale spazio è vietato il transito di natanti a motore e la pesca, compresa  quella subacquea”.  Si ricorda poi che tutti coloro che esercitano l’attività di pesca sportiva devono essere muniti di apposito tesserino di riconoscimento rilasciato anche via internet dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ai sensi del Decreto n. 0010988 emanato dal Ministero stesso il 6.10.2010.

Come si sa, il Parco oggi non ha alcuna competenza a mare e la proposta di estensione a mare del proprio perimetro nella parte frontale alle dune e al promontorio è finalizzata da un lato alla  tutela delle prateria di posidonia  che sono fondamentali per la tutela della linea di costa e da un altro per la valorizzazione del sistema di grotte del Circeo oltre che per il rafforzamento delle Bandiere Blu che costituiscono un preziosissimo  supporto alla promozione turistica.  Se l’estensione a mare dovesse essere accolta  e diventare operativa, esattamente come in numerose altre riserve marine, l’attività sarà regolamentata di concerto con i comuni e certamente si troveranno luoghi, orari, periodi e modalità per consentire la pratica anche della pesca sportiva.

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