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Rapina e tentato omicidio, blitz dei carabinieri tra Ardea e Livorno

Rocamboleschi inseguimenti, intercettazioni telefoniche, pedinamenti... fino agli arresti avvenuti nel comune costiero

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Il Faro on line – Rapina e tentato omicidio, tre arresti tra Ardea e Livorno. Alla brillante operazione è stata indispensabile la partecipazione dei carabinieri di Donoratico e della tenenza di Ardea al comando del Luogotenente Antonio Landi. Nella rete sono finiti tre pregiudicati, Angela Rasizza Scalora, 38enne originaria di Noto (Sr), Maria Bono, 29enne nativa di Avezzano e Antonino Fiasché, 32enne di Firenze, questi ultimi bloccati ad Ardea, dove vivono da qualche mese ospitati in un appartamento delle Salsare.

Questi i fatti. Il tutto ha inizio il 10 agosto a Castagneto Carducci, piccolo Comune della Provincia di Livorno. Qui Maria Bono, con la scusa di chiedere un lavoro, era riuscita a farsi aprire la porta di un’abitazione. Mentre la giovane donna intratteneva in cucina la padrona di casa, la sua complice, Angela Rasizza Scalora, si intrufolava nell’appartamento e lo razziava, portando via soldi e gioielli, tra cui un prezioso orologio d’oro. 

Antonino Fiasché, marito di Maria Bono, le attendeva in strada a bordo della sua Polo bianca, (bloccata ieri ad Ardea) con la quale i tre avevano momentaneamente fatto perdere le loro tracce. Ma la fuga era durata poco: la sera stessa i Carabinieri di Donoratico erano riusciti a rintracciare il terzetto ed il quarto componente della banda, Francesco Casella, marito di Angela Scalora. Le due coppie sono state trovate in possesso non solo della merce trafugata nell’appartamento della donna che aveva presentato la denuncia quella stessa mattina, ma di altra numerosa refurtiva, frutto di furti avvenuti nelle ore e nei giorni precedenti dalla banda, specializzata in colpi all’interno degli appartamenti. 

I carabinieri di Cesenatico denunciano tutti a piede libero… e il giorno dopo avviene il tentato omicidio. Francesco Casella non ci sta a far ricadere tutta la colpa sulla moglie come pretendeva  Antonino Fiasché così che quest’ultimo nella discussione gli assesta quattro colpi di pistola. Casella, viene colpito alla schiena. Soccorso dalla moglie, Casella viene portato all’ospedale di Livorno, dove viene ricoverato in prognosi riservata a seguito delle gravi lesioni riportate. Casella denuncia ai carabinieri di essere  stato ferito da alcuni extracomunitari con i quali aveva litigato per delle avance alla moglie. I carabinieri che non credono alla storia controllano i telefoni delle due coppie scoprendo la verità. 

“Vogliono che io e Antonino ci facciamo arrestare e che scagioniamo Angela”, avrebbe detto al telefono Maria Bono alla suocera raccontando della lite e giustificando così il tentato omicidio. Le accurate indagini hanno portato anche a seguire gli spostamenti dei tre rapinatori, fino al blitz avvenuto ad Ardea. 

Angela Rasizza Scalora è stata arrestata a Collesalvetti, in Toscana, mentre tentava di nascondersi nel suo camper, dove è stata anche trovata altra refurtiva. La donna stava attendendo il coniuge, da poco dimesso dall’ospedale, accompagnato dai parenti. I carabinieri di Donoratico, pedinando Francesco Casella dall’uscita del reparto ospedaliero, hanno individuato il luogo in cui si nascondeva la donna e hanno proceduto all’arresto. 

Maria Bono ed Antonino Fiasché sono invece stati rintracciati e arrestati ad Ardea dai Militi della dei Carabinieri con il supporto degli uomini della seconda sezione della Squadra Mobile di Livorno. All’atto dell’accurata perquisizione personale e della loro vettura, gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato 6.400 euro nonché numerosi ulteriori oggetti in oro, argento e pietre preziose, tra cui collane, anelli, bracciali e orologi, tutti di provenienza furtiva. 

Nessuno degli indagati svolgeva infatti alcuna attività lavorativa che giustificasse la detenzione di tali beni. Gli oggetti verranno esposti nella compagnia di Cecina per essere consegnati ai proprietari. Ancora una volta Ardea resta il crocevia del malaffare ed ancora una volta il teatro è in prevalenza la zona dei settecento ettari demaniali delle Salsare che, malgrado l’impegno profuso dai militi di zona, frequentemente vi trovano rifugio ricercati, clandestini e fuorilegge.
Luigi Centore

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