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Nuovo regolamento scavi e rinterri, premiato il lavoro di Fanco

"Abbiamo focalizzato l’attenzione sulla tutela dell'ambiente"

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Il Faro on line – Nuovo regolamento scavi e rinterri ad Ardea, grande soddisfazione del Presidente Fanco che ha spiegato di aver lavorato per la stesura del documento interrottamente tutto il mese di agosto. Il regolamento è stato approvato all’unanimità in Commissione Ambiente, ora rimane soltanto l’approvazione nel prossimo Consiglio comunale per essere esecutivo.

“Si è reso necessario predisporre un nuovo Regolamento per l’esecuzione degli scavi e ripristini su strade pubbliche o di uso pubblico in quanto quello precedente risulta un docuemento incompleto, generico, molto sintetico, carente di alcune disposizioni fondamentali a danno dell’Ambiente e delle casse comunali. Abbiamo focalizzato l’attenzione alla tutela dell’Ambiente, sono specificate, in modo dettagliato, tutte le procedure da rispettare con disposizioni specifiche. E’ inoltre indicato l’apposito modello fax-simile della richiesta per scavo in suolo pubblico o di uso pubblico e quello del collaudo di accertamento ripristini stradali, si incentiva l’uso di materiali riciclati e si prevede che gli Enti che prestano servizi di carattere pubblico (corrente elettrica, telefonica, acqua, gas etc.), dovranno prestare la cauzione mediante fideiussione bancaria o polizza assicurativa “a prima richiesta” di validità annuale, da rinnovarsi di anno in anno, per l’importo di € 10.000,00 in alternativa al pagamento del bollettino tradizionale. Nel caso di incameramento, durante l’anno, di una quota della cauzione prestata, dovrà provvedersi alla ricostituzione della stessa nell’importo originario di €10.000,00”.

“Considerato che il nostro vastissimo territorio controllato da insufficienti Agenti, è oramai invaso da piccole e medie discariche abusive di calcinacci provenienti da demolizioni edili che oltre a creare una spesa ingente per le casse comunali (dovuta alla raccolta e trasporto in discarica autorizzata), creano continuamente, un’evitabile bruttezza nonché un’ingente danno ambientale. Con il nuovo Regolamento, sono previsti ed incentivati per l’esecuzione degli scavi e ripristini su strade pubbliche o di uso pubblico, i materiali, a norma secondo le leggi vigenti, recuperati dai rifiuti inerti da demolizione, non pericolosi, trattati presso impianti autorizzati, dove il rifiuto inerte da demolizione, al termine di una serie di trattamenti finalizzati al raggiungimento degli standard merceologici (CNR – UNI 10006) e alla verifica della compatibilità ambientale (test di cessione), diventa MPS (materia prima secondaria), comparabile ad una materia prima. La sostituzione, almeno  in  parte,  degli  inerti naturali con quelli da demolizione trattati, ridurrebbe l’estrazione di materiali lapidei a beneficio di una maggiore salvaguardia ambientale e contemporaneamente si diminuirebbero i volumi ed i costi delle macerie da smaltire, in sintonia con gli obiettivi indicati dall’attuale Governo, dalla Comunità Economica Europea, nonché dal Decreto Legge dell’ 8 maggio 2003, n. 203 che impone affinche’ gli uffici pubblici e le Societa’ a prevalente capitale pubblico coprano il fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti da materiale riciclato nella misura non inferiore al 30% del fabbisogno medesimo”. 

“Gli stessi Organi di Governo, sempre per la tutela dell’Ambiente, negli ultimi anni, hanno espresso pareri sempre più restrittivi e restii al rilascio di nuove autorizzazione per l’estrazione di inerti da cava. E’ nostra intenzione, altresì, studiare successivamente, con quali mezzi e modi possiamo e dobbiamo incentivare i cittadini a depositare i materiali di risulta da demolizioni edili in apposite aree e/o contenitori a norma, per poi essere riutilizzato nei modi consentiti, secondo le leggi vigenti, al  fine di debellare l’abbandono costante selvaggio ed illegale di sacchetti di calcinacci o peggio di interi carichi di calcinacci da parte di furgoni e mezzi di ogni genere”.

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