Gasparini, Verdi: “Il ripascimento? Soldi buttati a mare”

4 novembre 2012 | 03:31
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Gasparini, Verdi: “Il ripascimento? Soldi buttati a mare”

“Si realizzano progetti di speculazione che non tengono in alcun conto delle due vere cause dell’erosione: la cementificazione della costa ed il mancato apporto di detriti sabbiosi dal Tevere”

Il Faro on line – In relazione alle ultime mareggiate che hanno inghiottito metri e metri delle spiagge di Ostia, danneggiando anche gli impianti balneari, interviene Andrea Gasparini, portavoce dei Verdi del municipio XIII. “Il ripascimento? Soltanto soldi buttati a mare. Come hanno purtroppo dimostrato i fatti accaduti ieri l’altro. Fino ad oggi le amministrazioni non hanno fatto altro che insistere con inutili sprechi di denaro per progetti che non hanno durata. Si continua”, prosegue l’esponente politico, “con delle scelte che non prevedono interventi concreti e duraturi sulle cause dell’erosione che essenzialmente sono due: la forte cementificazione della costa e il mancato apporto di detriti sabbiosi dal Tevere uniti alla distruzione delle dune ,una riserva naturale di sabbia per la compensazione dell’erosione. Cosi è saltato l’equilibrio tra quello che il mare prende e quello che restituisce ed i risultati sono purtroppo disastrosi”.

“L’ultimo intervento di ripascimento,  effettuato sugli arenili di Ostia levante tra mille polemiche ed altrettante difficoltà, è costato circa 6 milioni 400 mila di euro dei 15 milioni 500.000 disponibili per meno di un chilometro e 400 metri. Un costo che, come sottolinea il leader dei Verdi, Angelo Bonelli, è più elevato di quello per realizzare un’autostrada. Un’assurdità. Uno scandalo. E per ritrovarsi punto e a capo”, sottolinea il portavoce degli ambientalisti.  

“E’ ora di dire basta a questa vergogna. Basti solo ricordare che negli ultimi 20 anni a Ostia sono stati spesi circa 80 milioni di euro per realizzare i ripascimenti, con la ben nota durata limitata nel tempo tanto da dover inevitabilmente essere ripetuti. Ciò che invece occorre, e che finora manca, è una visione completa della tutela del litorale e l’attuazione di un progetto unitario della ricostruzione della costa che tenga conto del decremento del trasporto solido da parte del fiume e la salvaguardia del litorale da una definitiva cementificazione”, conclude Andrea Gasparini.