Il Movimento Nonviolento per un altro 4 novembre

4 novembre 2012 | 03:24
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Il Movimento Nonviolento per un altro 4 novembre

Ricordare le vittime delle guerre, costruire la pace e la sicurezza attraverso il disarmo

Il Faro on line ā€“ Il 4 novembre non ĆØ un giorno di festa: ĆØ un giorno di lutto per le vittime delle guerre e dā€™impegno per il disarmo. Non festa ma lutto, perchĆ© si ricorda la fine di una ā€œinutile strageā€, come Benedetto XV definƬ la prima guerra mondiale, e non si puĆ² non ricordare che tutte le guerre sono ā€œinutili stragiā€ e tutti gli eserciti ne sono gli strumenti. Non festa ma impegno, perchĆ© per ricordare davvero ā€“ e non retoricamente e ipocritamente ā€“ le vittime delle guerre lā€™unico modo ĆØ ā€œripudiare la guerraā€ e costruire la pace, attraverso la via realistica del disarmo.

Eppure il 4 novembre ā€“ unica celebrazione traghettata dal fascismo alla Repubblica ā€“ si continuano a ā€œfesteggiareā€ solamente le forze armate e con loro gli strumenti di guerra. Ed ĆØ una festa che si prolunga tutto lā€™anno: nelle varie manovre finanziarie, qualunque siano i governi in carica, si continuano a dilapidare preziose risorse in spese militari e di armamenti (23 miliardi nellā€™ultimo anno), si continua a finanziare lā€™acquisto di terribili strumenti dā€™attacco come i caccia f-35 (15 miliardi previsti) ed a condurre operazioni di guerra come lā€™occupazione militare in Afghanistan, atti contrari alla Costituzione italiana. Si lascia invece quasi privo di risorse il Servizio Civile Nazionale, strumento di difesa civile della Patria prevista dalla legge e coerente con la Costituzione.

Del resto, gli armamenti non sono solo strumenti di guerra potenziale, che diventano attuali solo quando entrano in azione. Le armi sono strumenti e mezzi di guerra in atto anche quando non sparano, perchĆ© la quantitĆ  enorme di risorse pubbliche che vengono destinate alle spese militari, alla preparazione della guerra contro minacce ipotetiche o pretestuose, lasciano la Patria senza difesa ed insicura rispetto alle reali minacce alle quali sono gravemente sottoposti, qui ed ora, tutti i cittadini, sul proprio territorio: la disoccupazione e la precarietĆ  del lavoro, la povertĆ  e lā€™analfabetismo, la fragilitĆ  edilizia in un paese sismico e i disastri idro-geologiciā€¦

Svuotare gli arsenali e riempire i granai, diceva il Presidente Pertini, ed invece abbiamo riempitoĀ gli arsenali e svuotato i granai, offrendo la peggiore delle risposte possibili alla crisi economica e sociale che stiamo vivendo.Ricordare davvero le vittime delle guerre e costruire la pace puĆ² dunque avvenire solo avviando un serio disarmo, attraverso la riconversione dalla difesa militare alla difesa civile; liberando le risorse necessarie per lā€™affermazione dei ā€œprincipi fondamentaliā€ sanciti nei primi dodici articoli della Carta costituzionale, quelli che offrono la sicurezza della cittadinanza ā€“ il lavoro, la solidarietĆ , lā€™uguaglianza, la cultura, la difesa del patrimonio naturale ā€“ attraverso il Ā ripudio della guerra e degli strumenti che la rendono possibile. Il 4 novembre, come tutto lā€™anno.

Per questo il nostro Movimento, insieme a Peacelink e al Centro di ricerca per la pace di Viterbo, ha 1lanciato per il 4 novembre la campagna ā€œOgni vittima ha il volto di Abeleā€, affinchĆ© in ogni cittĆ  sisvolgano commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerreā€.
Daniele Taurino ā€“ Movimento Nonviolento sede romana