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Soldi in più ai piloti per non caricare troppo kerosene

Nome in codice: “Sistema di incentivazione Fuel management”

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Il Faro on line – Dove non arriva il bastone, può essere utile la carota. Se da una parte si tenta di scoraggiare l’utilizzo di carburante con una politica di controlli e valutazioni professionali, dall’altra si premia chi capisce che la mission aziendale è “risparmiare”. Dalla scorsa estate, infatti, Alitalia ha iniziato un progetto di incentivazione sulla filiera che si occupa del processo di Fuel management, finalizzato al risparmio di carburante. In sostanza si tratta di tabelle di marcia per le quali, raggiunti gli obiettivi prefissati, si viene premiati. In denaro. Il sistema di incentivazione durerà fino al 30 giugno del 2013, riguarda solo figure professionali con contratto a tempo indeterminato (i dipendenti più ostici a rispettare le direttive, visto che quelli con contratto a tempo determinato rischiano la non riconferma, e dunque hanno poco “potere contrattuale”).

Vengono incentivati tutti i settori: operazioni di volo, ingegneria e manutenzione, operazioni di terra, fuel management. Chi risparmia vince un premio, che rappresenta ovviamente un’integrazione straordinaria al trattamento economico di base. Un esperimento, che se darà i suoi frutti è pronto ad essere replicato.

Lo schema prevede un obiettivo di “risparmio carburante e riduzione di emissioni di Co2”. D’altra parte la questione ambientale, si sa, è un bel viatico per parlare di soldi, in molti campi. E dunque eccoli gli incentivi, suddivisi per voli a lungo raggio, medio e regional. Per ogni semestre, e a secondo dei voli e delle mansioni, si parte da un minimo di mille euro lordi fino a un massimo di 2700 euro, sempre lordi. Ovviamente quale condizione “sine qua non” per l’accesso al sistema è necessario il superamento del target di “fuel saving” complessivo del semestre.

Insomma, dove non si riesce in un modo ci si prova in un altro. D’altronde la politica dell’Alitalia – e ancor più per le low cost – è quella di “contenere”. Su tutto. Sui pasti, sui costi di gestione (le esternalizzazioni sono lì a dimostrarlo), sui servizi, sul personale. Ma la voce sicurezza non deve essere toccata, in nessuna delle sue molteplici declinazioni aeroportuali. E invece sta accadendo. La corda sarà tirata fino alla rottura, e dunque all’irreparabile, oppure stavolta  ci si penserà per tempo a invertire la tendenza? I piloti hanno chiesto all’Enac di intervenire almeno per la sospensione dell’Individual fuel report sui comandanti. Ma non è l’unico punto sul quale intervenire. Anche la questione incentivi andrebbe affrontata. E subito.
Perla Tegofenti
(www.lanotiziagiornale.it)

 

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