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“Via del Faro completamente abbandonata”

Cini (Pd): "In questi dieci anni il centrodestra ha abbandonato completamente le zone di Passo della Sentinella"

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Il Faro on line – C’è un’immagine emblematica (vedi foto) che rende bene l’idea della poca considerazioni delle ultime Amministrazioni di centro destre nei confronti di un comprensorio, quello che porta al Vecchio Faro ed al Passo della Sentinella, completamente abbandonato e penalizzato. Infatti in questi giorni di campagna elettorale Canapini & GO stanno cercando di recuperare qualche voto dispiegando una “task force” che sta asfaltando di tutto e di più. Una strategia propagandistica vecchia maniera che mira a far dimenticare il “nulla” realizzato negli ultimi dieci anni ma, nonostante ciò, forse per una sorta di repulsione, c’è una zona “off limits” di cui l’Amministrazione sembra proprio non tener conto : quella del Vecchio Faro e di Passo della Sentinella. Infatti lavori di asfaltatura, illuminazione, marciapiedi, segnaletica verticale e orizzontale come d’incanto si interrompono proprio all’entrata della “no work zone”, ovvero l’ultimo tratto di Via del Faro che porta al suddetto comprensorio. Il Vecchio Faro, dopo le promesse e la sceneggiata dei ponteggi, oggi scomparsi, con pseudo associazioni pronte a caldeggiarne la ristrutturazione ed a elogiare l’Amministrazione, vede oggi gravemente compromessa la sua staticità dal crollo di gran parte delle difese a mare, mentre a Passo della Sentinella rimangono irrisolte, oltre al problema principale della sicurezza, anche tutte le questioni legate ai servizi e alla riqualificazione che consentano ai residenti anche solo un minimo di civile vivibilità. La linea di trasporto urbano ad un certo orario, circa le 20, è sospesa e chi non dispone di un proprio mezzo è costretto a percorrere il lungo tratto di Via del Faro al buio, senza un marciapiede, con il pericolo di essere investito ed il rischio di essere alla mercè di qualche male intenzionato. La zona è inoltre priva al 95% di allacci di telefonia fissa con aggravio per le famigli costrette ad utilizzare quella mobile, e l’acqua potabile poi è fornita in “consorzio”  e i cittadini la pagano più del doppio delle civili abitazioni. I residenti quindi si sentono trattati come cittadini di serie “B” e vengono riconosciuti come tali solo quando devono pagare tasse e tributi Comunali, Regionali e Statali. Una situazione ormai insostenibile che la prossima Amministrazione di concerto con la Regione Lazio dovrà necessariamente inserire tra le priorità da affrontare con la massima urgenza.
 
Roberto Cini
Presidente Circolo “Aldo Moro” del Pd

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