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Truffe ai danni di autofficine e carrozzerie, Finanzieri in azione

Incastrato dalle Fiamme Gialle un consulente ambientale che forniva certificazioni analitiche false

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Il Faro on line – Nel quadro delle attività investigative volte al contrasto degli illeciti in materia ambientale, militari del Reparto Operativo Aeronavale di Civitavecchia appartenenti alla Stazione Navale alla sede, in seguito ad una lunga e complessa attività investigativa, hanno individuato e portato alla luce un’articolata truffa ai danni di numerosi soggetti economici operanti nel settore delle riparazioni autoveicoli, commessa attraverso l’emissione dei certificati analitici inerenti i parametri di legge per le emissioni in atmosfera risultati completamente falsi. Il testo unico ambientale, oltre a stabilire i valori di emissione,le prescrizioni ed i relativi metodi di campionamento, impone ai titolari di attività ed impianti autorizzati alla produzione di emissioni in atmosfera, dei controlli periodici da eseguire tramite specifici laboratori di analisi. Detti controlli si concludono con il rilascio di una certificazione analitica recante timbro e firma del chimico responsabile. 

Proprio in relazione al rilascio di dette certificazioni analitiche, il personale della Stazione Navale della Guardia di Finanza di Civitavecchia ha portato alla luce le attività illecite poste in essere dal titolare di un impresa individuale operante nel settore delle consulenze ambientali con sede in Cerveteri. L’operatore economico, denunciato alla Autorità Giudiziaria per i reati di truffa e falsità materiale, ha fornito negli ultimi tre anni certificazioni analitiche false ai titolari di alcune officine di riparazione di autoveicoli e di autocarrozzerie di Civitavecchia e dei comuni limitrofi. Questi ultimi erano inconsapevoli della truffa, che veniva perpetrata ai loro danni, in quanto le documentazioni venivano fornite al normale prezzo di mercato, da un soggetto attivo nel settore delle consulenze ambientali da oltre un decennio. 

Le certificazioni analitiche venivano falsificate riproducendo il timbro, data e firma del chimico responsabile di un noto laboratorio chimico della Provincia di Roma.

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