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Ecco in che stato sono gli scavi archeologici che hanno bloccato i lavori del ponte della Scafa

Alessandro Marocchini, del Circolo Fare "Thomas Jefferson" Fiumicino-Fregene: "Sono mesi che i cittadini dell'Isola Sacra vedono ogni giorno la stessa scena, un grande telo sopra lo scavo"

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Il Faro on line – “Sono anni che i cittadini dell’Isola Sacra aspettano il rifacimento del ponte della Scafa, un ponte più volte segnalato come pericolante e non più in grado di sostenere l’ingente traffico quotidiano che si abbatte su tutti i cittadini dell’Isola”. Lo afferma Alessandro Marocchini, del Circolo Fare “Thomas Jefferson” Fiumicino-Fregene. “In passato era stato avviato un progetto per la completa ricostruzione del ponte ad opera della giunta Canapini, un progetto (inutilmente) faraonico che però si è bloccato immediatamente senza nemmeno far partire materialmente i lavori, a causa di alcune indagini archeologiche sul suolo che avrebbe dovuto sopportare le infrastrutture del ponte. Il progetto aveva un costo di 25 milioni di euro completamente finanziati dalla regione”.

“Queste indagini, svolte nel 2011, hanno infatti portato alla luce dei reperti molto importanti sotto il profilo storico-archeologico: si tratta di due scafi lignei di epoca imperiale che hanno permesso di capire meglio anche la struttura portuale dell’epoca. Un ritrovamento cosi importante che addirittura l’allora ministro dei beni culturali Galan, subito accorso nel luogo del ritrovamento, ha affermato che si trattava di “un ritrovamento da brivido” aggiungendo che “E’ un grande risultato dell’archeologia preventiva se si pensa a quante cose come questa sono andate disperse”.
Anche gli archeologi erano molto entusiasti e in fibrillazione. Tratto dal Corriere.it: ” Gli archeologi sono entusiasti e in fibrillazione: sospettano che nella zona possano esserci altri reperti simili e si adopereranno nel prossimi mesi per sondaggi volti a verificare la presenza di scafi analoghi intorno a quella che era l’area dell’antica città”. Notizie quindi entusiasmanti, sopratutto per il turismo del litorale. Ma cosa è successo da allora? In che stato si trovano attualmente questi scavi? Purtroppo tutto lo scavo è stato abbandonato, basta osservare le foto.

L’intera area di scavo è coperta da alcuni teli e completamente ricoperta d’acqua: alcuni potrebbero obiettare che l’area è stata riempita d’acqua per preservarli dai tombaroli e per conservare meglio gli scafi lignei. Tratto dal Corriere.it “Ogni sera, da quando è cominciato, lo scavo profondo circa 3 metri viene dunque riempito d’acqua, che all’indomani viene puntualmente risucchiata dalle pompe”. Cosa che dalle foto scattate non sembra però avvenire: sono mesi che i cittadini dell’Isola Sacra vedono ogni giorno la stessa scena, un grande telo sopra lo scavo, erba alta, l’incavo completamente riempito d’acqua, il container completamente inutilizzabile e distrutto, tutti gli scavi sono completamente abbandonati. Sono letteralmente mesi che gli scavi sono abbandonati a sè stessi. Nessuno ci lavora più.

Lo spaventoso traffico di via della Scafa

Il problema è che questi scavi sono stati la causa del blocco dei lavori del ponte della Scafa, un’opera assolutamente indispensabile per la viabilità dell’Isola Sacra e di tutto il territorio circostante: ogni giorno infatti migliaia di macchine percorrono via dell’aereoporto e via della scafa provocando immani code tra ostia, ostia antica e l’imbocco della Roma-Fiumicino, una situazione non più sostenibile per i cittadini Fiumicino.

Chiediamo quindi alla sovrintendenza: se gli scavi erano cosi “da brivido” come ha affermato l’ex ministro Galan, perchè sono stati completamente abbandonati? Cosa ne è stato dei reperti archeologici ritrovati? Perchè non completare gli scavi e permettere al comune di Fiumicino di poter iniziare i lavori per il nuove ponte della Scafa? Sono domande – afferma  Marocchini nella sua analisi – che i cittadini di Fiumicino si fanno ormai da mesi senza nesuna risposta.Intanto la sicurezza è che i finanziamenti della regione sono ormai andati perduti e per poter rifinanziare questa indispensabile infrastruttura chissà quanto tempo dovranno aspettare i cittadini di Fiumicino. Speriamo – conclude – che la politica e gli organi interessati si attivino per risolvere questi due problemi cosi importanti per tutta la cittadinanza: completare gli importanti scavi archeologici e realizzare il nuovo e indispensabile ponte della scafa rimodulando una viabilità ormai insostenibile per i cittadini”.

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