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Sulla scheda elettorale un uomo, una donna e… uno scheletro (nell’armadio)

Si stanno lacerando amicizie per colpa di una campagna elettorale basata sulla delazione personale. E al cittadino arrivano informazioni sembre più confuse

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l Faro on line – 1) Camper in sosta vietata e vele in piazze pedonali. 2) Accuse di intrallazzi edilizi. 3) Cud fantasma e dichiarazioni sui redditi. 4) Chioschi e concessioni. 5) Assunzioni sospette. 6) Parentopoli per gli scrutatori. Vado a braccio, ma mi sembra che nel dibattito politico attuale siano questi i temi che più hanno scaldato il confronto tra i maggiori candidati in lizza per le prossime elezioni amministrative. Sono temi “bipartisan”: a un attacco corrisponde un contrattacco, un siluro da destra viene bilanciato da un missile da sinistra, e viceversa. Una sola domanda: mancano appena due settimane al voto, vogliamo proseguire in questo modo?!

Non fatevi ingannare da facebook, dove questo tipo di uscite – che il Faro on line registra sotto forma di comunicati da pubblicare e che rimbalzano nei social network – inevitabilmente scatenano le tifoserie dell’una e dell’altra parte. Piuttosto fateci caso: a scrivere su facebook sono sempre gli stessi nomi, in un circuito chiuso autoreferenziale rispetto alla politica. Il che pone una domanda secca: perché non ci sono altri commenti? Perché la gente non si scalda? La risposta è duplice: o non vale nulla l’argomento oppure è talmente nauseata e stanca di queste diatribe che non ha voglia neanche di commentare.

Ribadisco un concetto più volte espresso, ma evidentemente ancora non recepito da tutti i candidati: c’è una pletora di persone indecise su chi votare, ce ne è un’altra indecisa addirittura su “se” andare a votare. A queste persone vanno dati parametri di discussione, idee su cui confrontarsi, e diverse visioni della città. Inutile affrontare il discorso del “rilancio economico mettendo a sistema le realtà produttive del territorio”; è una frase buona per tutte le occasioni, detta da sinistra come da destra o da centro. Bisogna capire il come, chi ci guadagna e chi ci rimette, chi deve investire di più e chi di meno, chi avrà benefici immediati e chi a lungo termine. Se i candidati sapranno descrivere questi passaggi allora la gente capirà di più, e forse scopriremo che i diversi schieramenti sono alternativi l’uno all’altro. E sarà un bene, altrimenti l’immagine è che ci sia poca differenza votando da una parte invece che dall’altra. E questo discorso vale anche per le “civiche”, che devono dare elementi di discontinuità tali da essere percepiti come innovativi.

Insomma, sarà brutale dirlo ma vorrei lo scontro. Non però quello stantio su fascisti e comunisti, né tantomeno quello su vicende personali. Lo vorrei sui grandi temi. Per esempio va registrata l’uscita di Gonnelli definita “Quoziente Italia”, ossia l’idea che a parità di graduatoria l’essere cittadino italiano faciliti l’ingresso in un asilo. In tanti non sono d’accordo, ma è un tema su cui è possibile prendere posizione in maniera tale da distinguere nettamente i contendenti. Su temi come questi, “glocal” come va di moda dire (cioè di respiro nazionale quanto ad argomento ma estremamente calati nella realtà di vita quotidiana in un territorio) non c’è possibilità di restare neutri. Se io fossi un indeciso guarderei a questo tipo di dibattito, ovviamente spalmato anche su altri temi, per farmi un’idea di chi votare.

Ultima considerazione amara. Per mestiere parlo con tutti, e ho amici e conoscenti in tutti gli schieramenti. E so anche quale stima ci possa essere tra alcuni di loro seppur appartenenti a mondi diversi. Ma queste elezioni amministrative stanno avvelenando il clima al punto tale che si comincia a fare i conti in tasca al proprio avversario (trasformato da questa corsa elettorale in un nemico). E quello che accade per i candidati sindaco sta accadendo a tutti gli altri, anche gli ultimi della lista: “tu hai la moglie assunta con un concorso pilotato”, “tu hai un chiosco assegnato con parametri dubbi”, “tu hai preso rimborsi che non ti spettavano”, ecc. ecc. A parte il fatto che pubblicate sui social network diventano quasi automaticamente notizie di reato, e dunque attenzione a ciò che si scrive, ma la cosa grave è che si stanno provocando lacerazioni che difficilmente potranno essere ricucite in seguito. Eppure tutti gli schieramenti e gli uomini e le donne in campo dovrebbero avere lo stesso obiettivo: il bene del territorio. Dunque anche volendo pensare di essere lontani anni luce l’uno dagli altri sul percorso da attuare nel governare, vale tutto ciò un’amicizia?

Forse – e mi ripeto – sarebbe il caso di ricalibrare le priorità della vita, pensare al proprio impegno politico come un’occasione per dare qualcosa alla città (e non per prendere…) e soprattutto evitare di trasformare in una guerra anche personale quello che invece dovrebbe essere il momento più alto della democrazia: il confronto elettorale. Mi rendo conto che qualcuno riderà di queste parole, e che qualcun altro starà scuotendo la testa giudicandole utopiche e fuori dalla realtà. Ma forse i ventenni che si avvicinano alla politica oggi e smanettano su internet al punto da avere voglia di informarsi un po’ di più, le troveranno condivisibili. E sarà già un enorme passo in avanti.

Angelo Perfetti
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