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“Unicef e le missioni umanitarie”

Appuntamento martedì 14 maggio. Introduce e modera Pina Tarantino

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Domani martedì 14 maggio alle ore 11.00 in via dell’Immacolata a Civitavecchia presso il liceo scientifico e linguistico G. Galilei le classi prime, sotto l’egida dell’Unicef Civitavecchia-Litorale Nord rappresentato da Pina Tarantino, ospiteranno un incontro dedicato alla solidarietà.
In particolare, saranno raccontate le esperienze delle missioni umanitarie all’estero della volontaria reporter Sabrina Quartieri, giornalista professionista, attraverso foto e filmati realizzati durante la permanenza in Libano, Kosovo e Moldavia. Prevista la presenza anche di Maria Luisa Celani, regista, documentarista, impegnata da sempre in progetti culturali e proprio di uno in particolare, intitolato Link e dedicato all’audiovisivo, parlerà domani durante l’evento.
Introduce e modera Pina Tarantino dell’Unicef, che spiega il moivo dell’appuntamento di domani: ” Il mio impegno di sensibilizzazione verso i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nelle scuole del territorio e non solo, è costante. La risorsa più importante ritengo sia la diffusione di una cultura della cooperazione e di una società consapevole dei valori dell’uguaglianza. Io ho sempre avuto una particolare sensibilità verso le tematiche correlate all’impegno peri diritti civili e umani. Credo che la protezione dell’infanzia e la tutela della salute,della crescita, dell’istruzione dei bambini, siano l’investimento più prezioso per le generazioni future “.
Sabrina Quartieri: “Grazie all’Unicef e all’istituto che domani mi daranno la possibilità di rivivere delle grandi emozioni, legate a storie lontane, che ho cercato di raccontare attraverso testi e immagini, raccolti a volte di nascosto, in modi imprevisti, con telecamera e macchina fotografica impazzite che correvano dietro a realtà immaginate fin dai tempi dell’università. Dedico questa occasione alle mamme moldave ( e a tutte le mamme nel mondo) che sono qui in Italia a badare ai nostri anziani e bambini, lontano dalle loro famiglie, che ho incontrato pochi mesi fa; ai sacerdoti salesiani impegnati nel sociale, che si occupano dei tanti orfani lasciati laggiù e ai soldati che, per qualche spicciolo in più o perchè ci credono, vivono in teatro operativo rischiando la pelle per una piccola parte di mondo migliore. Concludo esprimendo l’orgoglio di essere presente domani proprio a Civitavecchia, dove avrei studiato anche io se storie di vita personali non mi avessero catapultato a Roma da molto piccola. Non vedo l’ora di uscire dall’a 12, per raggiungere il Galilei, se non sbaglio proprio vicino all’ospedale San Paolo, dove sono nata 33 anni fa”.

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