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Incendio alla Cecconi di Ardea

Moranti (Flai): “Stabilimento in fase di smantellamento e lavoratori senza cassintegrazione”

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Il Faro on line – Incendio  durante lo smantellamento delle attrezzature nell’ex stabilimento “Cecconi” . L’allarme incendio è stato dato questa mattina alle ore 8.30 da un vigilantes dello stabilimento attiguo. L’uomo si è recato subito sul posto ed ha collaborato all’ingresso dei mezzi di soccorso quali i carabinieri della tenenza di Ardea, del 118 della polizia di stato di Anzio e quasi una decina di automezzi dei vigili del fuoco che per la gravità dell’incendio sono stati fatti giungere da Pomezia, Anzio, Nepi e Roma. Per la gravità del dell’incendio e stata inviata sul posto dalla Scuola vigili del fuoco delle Capannelle   una autobotte di trentacinquelila litri di acqua. L’acre fumo si è sviluppato per ore ammorbando tutta la zona del bivio Caronti. Nell’area dell’incendio ci sono ancora diverse pensiline di Eternit Amianto.

Altre persone riferiscono che durante le notti scorse si sentivano rumori all’interno, il dubbio era che operai della ditta che ha ricevuto l’appalto per lo smantellamento delle attrezzature potesse far lavorare anche di notte gli operai tanto che la mattina successiva avevano avvisato il comandante Sciaudone della Municipale il quale ha inviato prontamente una pattuglia per i rilievi del caso la stessa pattuglia al comando del capitano Aldo Secci hanno anche effettuato un servizio fotografico e generalizzato i persenti operai di una ditta di Frosinone la “A:R Scavi” che sta svolgendo i lavori. Intanto sul pòosto si sono recati gli ex dipendenti della Cecconi che ancora hanno controversie di lavoro con la proprietà. Intanto proseguono le indagini del Luogotenente Antonio Landi  

“L’edificio è ormai in stato di abbandono – sottolinea Gianfranco Moranti, Segretario della FLA CGIL Roma Sud-Pomezia-Castelli –gli eredi Cecconi, proprietari dell’immobile, da luglio 2011 si sono disinteressati delle attività produttive, affittando l’ attività e l’immobile annesso alla famiglia Scarfoglio, che a distanza di poco più di un anno ha cessato la produzione aprendo una procedura di mobilità per tutti i dipendenti.  Inoltre l’affittuario dell’attività sta procedendo al completo svuotamento dello stabilimento e risulterebbe che al momento dell’incendio una ditta esterna stava lavorando per lo smantellamento e smaltimento degli impianti”. 
Inoltre Moranti porta l’attenzione sulla gravissima situazione dei dipendenti dell’ex salumificio, legata al mancato pagamento della cassintegrazione. Infatti il decreto del Ministero del Lavoro aveva stabilito il pagamento della cassintegrazione da parte dell’azienda, ma la Cecconi Industrie Roma di fatto non esiste più e non risponde agli inviti del Ministero. Risulterebbe inoltre, da atto notarile, che la famiglia Scarfoglio abbia venduto le quote azionarie in suo possesso.

“Le Organizzazioni sindacali hanno presentato ricorso al Ministero per chiedere il pagamento diretto dall’INPS, allegando  gli esposti che denunciano il fatto che l’azienda non esiste più e facendo riferimento all’udienza del 30 aprile presso il Tribunale fallimentare di Velletri per il fallimento dell’azienda stessa. Il Ministero si è dichiarato disponibile ad emettere un nuovo decreto che modifichi il vecchio, ma a ieri ancora non era stato firmato. Questa situazione di incertezza è ormai insopportabile per i lavoratori, che non ricevono né stipendio né cassintegrazione da luglio 2012 e devono avere circa un milione di TFR dalle società datrici”.

Luigi Centore

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