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Fiumicino è palcoscenico della politica nazionale

La forte affluenza nel Comune di personalità partitiche di rilievo la dice lunga sull’importanza economica, sociale e politica del nostro territorio.

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Il Faro on line – Le amministrative stanno facendo del territorio di Fiumicino un eccezionale palcoscenico di stampo nazionale, e le campagne elettorali rigano diritte a suon di presenze che la dicono lunga sull’importanza simbolica del Comune in periodi di forte recessione economica, sociale e politica.

Prima Nicola Zingaretti, poi Nichi Vendola e Giorgia Meloni, lunedì si aggiungerà alla lista l’europarlamentare Angelilli; le personalità che si sono avvicinate al territorio e aperte ai cittadini non hanno lanciato promesse sulle piazze né elogi ai candidati, ma fatto coincidere il disagio locale con quello nazionale ed europeo, alimentando la consapevolezza del fatto che la situazione globale “intrappola” inesorabilmente le possibilità di miglioramento delle località italiane.

Fiumicino, dopotutto, ha dato segno in questi ultimi giorni di rappresentare con le sue variegate peculiarità tutte le strade possibili che l’Italia agonizzante potrebbe intraprendere, e al contempo tutti gli ostacoli imposti da governi poco virtuosi ed attenti: possibilità di sviluppo agricolo calpestate da progressive cementificazioni dannose per l’ambiente; patrimoni archeologici di grande portata turistica trascurati; mare inquinato che aumenta la desolazione delle coste stagione dopo stagione ed erosione dopo erosione; grandi strutture industriali trasformate in nidi di precarietà e cassa integrazione, e poca attenzione ai giovani e alle componenti socialmente svantaggiate.

Nichi Vendola, in compagnia della componente di centrosinistra del territorio di Fiumicino, ha raccontato la triste storia del Belpaese che lo circonda, dei volti compunti della nuova generazione ormai emigrante, dei fallimenti di un Patto di Stabilità che “massacra” lo sviluppo territoriale nelle regioni, dei fondi che mancano alla cassa integrazione e del disastro degli esodati come inesorabili blocchi di quello che potrebbe essere il miglioramento del territorio locale: “non ragionate su promesse e “bacchette magiche” nella valutazione di colui che intenderete votare – ha affermato – Fiumicino è dell’Italia, ma l’Italia è di un’Europa che continua a scendere e morire mentre altre potenze come Stati Uniti, Inghilterra e Giappone si riprendono stampando cartamoneta”.

Giorgia Meloni, a sostegno della candidata del centrodestra Elvira Lanzuise, ha invece posto la lente d’ingrandimento sul grande disagio giovanile, sull’impatto tremendo che le nuove generazioni stanno affrontando con la caduta delle sicurezze come pensione, contratti stabili, possibilità per i giovani di rinnovarsi e far conoscere le proprie potenzialità. Ha parlato della dispersione scolastica in rapido aumento e della poca considerazione data ai giovani in una politica diretta da veterani che impediscono il rinnovamento generazionale.

E vien facile figurarsi, di fronte al ritratto dell’Italia decadente mostrato dai recenti “ospiti” di Fiumicino, tutta quella schiera di carenze di cui a sua volta soffrono Comune e cittadini: poco spazio per infanzia e gioventù, grande degrado urbano, Aeroporto nelle mani di speculatori, economia locale ormai spenta dai grandi investimenti, fonti di forte inquinamento vicine ai civili e sovrapposte alle grandi virtù agricole di territori come Maccarese,  amministrazioni di centrodestra che puntano alla gratificazione dell’élite, ed enti regionali limitati da direttive sovranazionali nella risoluzione di problematiche come quella del porto turistico bloccato in ammassi di calcinacci.

La grande affluenza di volti partitici nazionali sul territorio di Fiumicino lancia un importante messaggio ai cittadini e ai politici che aspirano al “trono” della macchina amministrativa: le quattordici località che disegnano la variegata mappa del Comune rappresentano un’importante immagine della situazione italiana e racchiudono molte delle sue sfaccettature. La coalizione che afferrerà le redini dell’Amministrazione dovrà farlo lasciandosi alle spalle i “vizi” mostrati dalle facce passate della storia locale e italiana, e puntare a una ripresa che tenga conto dei numerosi ostacoli in cui incappa senza via d’uscita il necessario percorso di rinnovo.

La “parata” di nomi noti che sta invadendo piazze e comizi del nostro territorio porta con sé un nuovo bisogno di comunicazione e collegamento tra le tante piccole parti che danno vita al grande Stivale, e a sua volta il dovere della classe politica di Fiumicino di innescare una nuova forma di coesione e comunicazione tra le quattordici località.

Giulia Capozzi

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