Seguici su

Cerca nel sito

Palazzo Margutta dedica un’antologica all’amico Renzo Verdone

Dal 25 maggio al 5 giugno in esposizione nella storica sede al civico 55 di Via Margutta, circa 30 opere che rappresentano un interessante spaccato della sua feconda attività pittorica

Più informazioni su

Il Faro on line – Prende il via il 25 maggio prossimo a Roma, a Palazzo Margutta (Via Margutta, 55), la mostra antologica dal titolo “Parole Poesie Musica” con la quale, a due anni dalla sua scomparsa, la Galleria Il Mondo dell’Arte ha scelto di rendere omaggio a Renzo Verdone, amico di lunga data e appassionato esponente di spicco della cosiddetta “pittura colta”. 
L’esposizione, in programma fino al 5 giugno prossimo (dal martedì al sabato con orario 10.00-13.00 e 16.00- 20.00 e ingresso libero), rappresenta – attraverso una trentina di opere circa, tutte realizzate con tecniche diverse – un significativo excursus nella produzione di questo straordinario artista dal riconosciuto talento e ne racconta egregiamente la prorompente forza creativa. 
Caratterizzato da una travolgente carica interiore e da un linguaggio pittorico forte, Renzo Verdone è dotato di una profonda curiosità intellettuale che trova sfogo nell’apertura verso linguaggi diversi e che gli consente di destreggiarsi abilmente sia con la tela e l’acquaforte che con il disegno, passione quest’ultima che non si interromperà neanche negli ultimi giorni di vita. Verdone matura la propria preparazione artistica a stretto contatto con i gruppi sperimentali delle Gewerbeschule di Berna e di Zurigo, che raggiunge dopo aver lasciato ancora giovanissimo l’Italia e con i quali compie accurati studi di ricerca figurativa, scultura e nudo. Rientrato in patria, consegue il diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma e inizia un’intensa attività artistica, frequentando l’ambiente culturale della Capitale. Dal 1971, anno della sua prima personale, sono molteplici le esposizioni alle quali prende parte, così come i riconoscimenti che gli vengono attribuiti (tra cui anche la Medaglia d’oro del Presidente della Camera dei Deputati e il Trofeo C.I.S.A.C.) e che testimoniano la validità e il continuo rinnovarsi dell’uomo e dell’artista. Scompare a Roma nel 2011.

Quella di Renzo Verdone è una pittura colta rigorosamente figurativa, seppur con richiami ad altre istanze rappresentative, fra cui quella simbolista, un’arte capace di investigare nell’oscurità del sogno e nei territori dell’inconscio, “una pittura che” – come scrive Barbara Scaramucci – “scava nell’animo, che ci colpisce per la sua intensità (…)”. 

In mostra nell’esposizione organizzata da Il Mondo dell’Arte soprattutto oli su tela e tempera, di dimensioni diverse, ma anche disegni e acqueforti, tutti lavori nei quali è evidente la capacità con cui Verdone padroneggia la tecnica e il segno, che si mostrano sempre solide e raffinate, ed è forte la profonda testimonianza della ricerca grafica e pittorica alla quale l’artista si dedica continuamente. La violenza dei chiaroscuri, nitidi e sicuri, la forza penetrante e l’anatomia dei soggetti ritratti ricordano i drammatici nudi rappresentati da grandi Maestri del passato, Masaccio e Mantegna in special modo. Ma nella mostra in programma a Palazzo Margutta così come nell’arte di questo Maestro introverso, pensatore e poeta al tempo stesso, lo spettatore ritroverà anche altri temi pittorici della classicità – l’Eros sensuale, il presentimento del dolore, della morte, di Dio.

Più informazioni su