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Non è un paese per bambini

Il Faro on line - Mamme, bambini, città. Un trinomio che dovrebbe evocare una sensazione di dolcezza e felicità ma, per molti cittadini, porta invece alla mente una lunga serie di ostacoli, che mamme e bimbi di ogni età si trovano ad affrontare ogni giorno. Parafrasando un titolo di un film famoso: l'Italia? Non e’ un paese per bimbi. La città di oggi è diventata per i bambini il bosco delle favole. Una volta, non moltissimo tempo fa i bambini avevano paura del bosco, dove s’incontravano i lupi e le streghe cattive, mentre si sentivano al sicuro in città. Ora le parti si sono rovesciate, perché la città è diventata ostile: grigia, aggressiva, pericolosa, mostruosa. A Roma, passare del tempo con i propri figli piccoli fuori casa diventa un’impresa. Le difficoltà che si incontrano sono molteplici. I già ridotti marciapiedi vengono sistematicamente invasi da articoli esposti dai venditori ambulanti (senza una licenza di  vendita e tantomeno un permesso per l’occupazione del suolo  pubblico).

Un percorso a ostacoli che inizia con uno slalom tra le auto e i motorini parcheggiati in sosta selvaggia per poi finire imbottigliati tra le macchine parcheggiate alla fine del marciapiede, sistematicamente sulle strisce pedonali, rendendo l’attraversamento della strada un’impresa da “giochi senza frontiere”. Se rimane difficile potersi muovere, rimane impossibile poter passare dei minuti piacevoli all’interno di un bar, di un ristorante o di qualsiasi altra attività pubblica, che possa offrire degli elementari servizi per i più piccini e per le loro mamme. Chiedere un seggiolone è troppo, chiedere uno spazio riservato alle mamme per l’allattamento o un semplicissimo fasciatoio dove poter cambiare il neonato è da marziani. Una completa disattenzione e cura verso i più piccoli. Nel pubblico come nel privato, dove secondo l’Unione Europea andrebbero previsti posti negli asili nido per almeno il 33% dei bambini, mentre in Italia si è sotto  il  20%.

E anche negli investimenti per la famiglia siamo largamente al di sotto della media europea: attualmente, in Italia si spende circa l’1,2% del Pil, contro il 2,2% della media UE e addirittura il 3-3,5% della Gran Bretagna. Ancora peggio la situazione degli asili nido aziendali: in Francia, Germania e nei Paesi del Nord Europa li hanno ovunque, e questo cambia la qualita’ della vita, perche’ si mette il bimbo al centro del sistema. Qui da noi, invece, la donna ha problemi a conciliare il lavoro con la famiglia. ‘’Dobbiamo riportare il bimbo al centro delle scelte politiche e sociali del Paese – commentò pochi mesi fa Alberto Ugazio, presidente Sip, direttore del dipartimento di medicina pediatrica all’Ospedale Bambin Gesu’ di Roma -. Siamo la nazione che fa meno bambini al mondo, e quella con la percentuale di posti negli asilo nido tra le piu’ basse”.

Marco Staffiero 

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