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Pisana, discussione serrata sul riordino degli enti locali

All’esame della IV commissione Bilancio la spending review della Regione Lazio

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Il Faro on line – “Anche questa mattina c’è stata una discussione serrata su uno degli aspetti di cambiamento fondamentali per la Regione Lazio. La commissione riprenderà i lavori domani mattina, perché vogliamo fare presto, consapevoli dell’importanza e della portata storica di questa legge. Se occorrono più sedute, ben vengano, per approfondire, discutere e alleggerire il lavoro dell’Aula consiliare.”. Così Mauro Buschini (Pd), presidente della IV commissione Bilancio, partecipazione, demanio e patrimonio, programmazione economico-finanziaria, a conclusione della seduta odierna sulla proposta di legge regionale n. 9, concernente il contenimento della spesa regionale attraverso la riduzione dei costi della politica e il riordino della macchina amministrava della Regione Lazio, degli enti e delle società regionali. Presente il vicepresidente della Giunta regionale, Massimiliano Smeriglio, e l’assessore al Bilancio, patrimonio e demanio, Alessandra Sartore, oggi sono stati discussi alcuni emendamenti all’articolo 21 della PL 9, quello riguardante la ricognizione e il riordino degli enti regionali e la riduzione del numero dei componenti dei relativi organi di indirizzo, amministrazione e controllo.

L’articolo 21 della PL 9, in attuazione della normativa nazionale in tema di spending review (dl 95/2012), demanda alla Giunta regionale la predisposizione, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, di una o più proposte di legge dirette alla razionalizzazione del sistema delle partecipazioni regionali, “anche attraverso il riordino, la soppressione e la fusione, delle agenzie, degli enti istituzionali e degli organismi strumentali operanti nei vari settori di competenza regionale aventi finalità omologhe o complementari che ricevono contributi a carico della Regione o al cui patrimonio la Regione partecipa mediante apporti”, come si legge al comma 1. Le proposte di legge della Giunta potranno prevedere la messa in liquidazione degli enti considerati inutili con la contestuale ricollocazione e riqualificazione del personale. All’Agenzia regionale per gli investimenti e lo sviluppo del Lazio – Sviluppo Lazio SpA, l’articolo 21 della PL 9 affida il compito di predisporre un piano di rivisitazione della propria struttura organizzativa e una proposta di riordino delle società partecipate Finanziaria Laziale di Sviluppo – Filas, Bic Lazio, Unionfidi Lazio, Asclepion, Banca Impresa Lazio. 

Trattandosi di norme che perlopiù rimandano a successivi provvedimenti da vararsi una volta entrata in vigore la legge, il consigliere Francesco Storace (La Destra) ha paragonato l’articolo 21 a un “volantino”, mentre per il consigliere Valentina Corrado (M5s) il tema del riordino del sistema enti e delle società regionali dovrebbe essere trattato più dettagliatamente in una legge ad hoc. La seduta è stata sospesa dopo l’approvazione, all’unanimità, di un emendamento del consigliere Giancarlo Righini (Fratelli d’Italia), volto ad eliminare le indennità spettanti al presidente e ai componenti dell’Ufficio di presidenza del Consiglio delle autonomie locali, ai quali verrà erogato soltanto un gettone di presenza di trenta euro, per ogni giornata di partecipazione ai lavori, come a tutti gli altri componenti dell’organismo statutario regionale.

La seduta è così stata aggiornata a domani, giovedì 30 maggio, alle ore 9,30, per il proseguimento della discussione sull’articolato della PL 9. Oltre al presidente Buschini, al vicepresidente della Giunta, Smeriglio, e all’assessore Sartore, hanno partecipato alla seduta i vicepresidenti Simone Lupi (Pd) e Pietro Di Paolantonio (Pdl), e i componenti della commissione Riccardo Valentini (Per il Lazio in sostituzione di Carrara), Valentina Corrado (M5s), Gino De Paolis (Sel), Marino Fardelli (Lista Bongiorno), Daniele Mitolo (Per il Lazio), Eugenio Patané (Pd), Giancarlo Righini (Fratelli d’Italia), Francesco Storace (La Destra), Marco Vincenzi (Pd, in sostituzione di Ciarla).

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