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Regione, più attenzione verso il biologico

L’assessore Ricci: "Il biologico deve poter diventare da tematica di nicchia a segmento vero e importante, nel quadro della nuova politica agroalimentare"

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Il Faro on line – Il consumo di cibi biologici nel Lazio cresce giorno dopo giorno. Ad alimentare un mercato, che fino a pochi anni fa era assai ristretto, hanno enormemente contribuito i sempre più frequenti scandali alimentari. Una situazione che spinge inevitabilmente fasce sempre più ampie di consumatori a orientare le proprie scelte verso prodotti più sani e certificati, frutto di una lavorazione che esclude prodotti chimici di sintesi. Proprio oggi le potenzialità dell’agricoltura biologica nel Lazio e le possibilità di sviluppo del settore sono stati i temi al centro dell’incontro tra l’assessore all’Agricoltura del Lazio, Sonia Ricci e rappresentanti dell’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica (Aiab) Lazio. Incontro che si è svolto presso l’assessorato della Regione.

“Il biologico deve poter diventare da tematica di nicchia a segmento vero e importante, nel quadro della nuova politica agroalimentare che vogliamo portare avanti con la giunta Zingaretti  – ha dichiarato a margine della riunione l’assessore Ricci – rappresentando uno dei comparti più attivi e innovativi dell’agricoltura regionale. Un settore questo che riesce a dare una viva testimonianza dei principali temi su cui si stanno sviluppando le politiche europee: tutela dell’ambiente, innovazione e rapporto diretto con i consumatori”.

Soddisfazione per la disponibilità riscontrata dall’assessore è stata espressa da Adolfo Renzi, storico produttore biologico e presidente di Aiab Lazio. “Un incontro proficuo – ha commentato – che ci fa ben sperare per il futuro della nostra agricoltura biologica. Abbiamo avuto modo di affrontare le principali criticità del comparto e dal confronto sono emerse proposte innovative per quanto riguarda le forme di promozione e distribuzione del prodotto biologico, l’accesso alla terra per i giovani, le potenzialità dei biodistretti, la ristorazione collettiva e le mense pubbliche, l’agricoltura sociale e l’importanza della ricerca e innovazione. Tutti temi – ha concluso Renzi – che ci auguriamo trovino spazio nelle future politiche regionali”.

Nell’arco degli ultimi anni  le aziende biologiche nel Lazio sono passate da 1400 a 2736. A guidare il primato è la provincia di Roma, dove le aziende bio sono passate da 350 a 1250. Un autentico boom, rappresentato sia dalla necessità di mangiare sano, conoscere i prodotti che si portano in tavola, sia dal prezzo accessibile. Peraltro, esiste un segmento crescente di consumatori che non si accontenta di consumare biologico ma preferisce quello locale che non deve essere trasportato per lunghe distanze con mezzi di trasporto inquinanti prima di giungere in tavola. Banditi dunque concimi, diserbanti, insetticidi, anticrittogamici di origine chimica, nel biologico la crescita delle piante viene sostenuta dall’utilizzo di prodotti organici e di tecniche appropriate.

Marco Staffiero 

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