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Il “mini-corteo” del centrosinistra, prima fila per Zingaretti e Gasbarra

La passeggiata di Montino per "stare in mezzo alla gente". Obiettivo dell'ultima settimana è convertire gli astensionisti

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Il Faro on line – Ballottaggio: i punteggi sono azzerati,  la battaglia ricomincia da zero. Le priorità fondamentali delle rimanenti coalizioni, agli sgoccioli dell’interminabile battaglia, sono due: raccogliere gli elettori che non le hanno preferite alla “prima botta”, e convertire il maggior numero di dissidenti al voto; ergo occorre darsi visibilità, piazzare gazebi, lanciare parole alla cittadinanza, rassicurare i delusi e assicurare presenza nel territorio.
Il centrosinistra, come primo passo della breve ma intensa ultima lotta che si sforzerà di combattere nella settimana che precede il giorno del “grande giudizio”, ha optato per una vera e propria camminata nel centro storico di Fiumicino.

Il mini-corteo, partito dal comitato elettorale di Esterino Montino in Via Torre Clementina e conclusosi presso Via Giorgio Giorgis, si è svolto assieme ai cittadini e con la rinnovata presenza del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, a cui questa volta si sono aggiunti il presidente del consiglio regionale Daniele Leodori, il segretario Enrico Gasbarra e una serie di altri consiglieri della Pisana. Non sono mancati megafoni, applausi, sostenitori e parole atte a ribadire i punti fondamentali della campagna e gli obiettivi principali verso cui convergono le azioni che Montino intenderà portare avanti, quali no deciso al raddoppio dell’aeroporto, azioni tempestive per la risoluzione del problema “porto della Concordia”, no alla Fiumicino “dormitorio” priva di aree verdi e in pieno degrado, provvedimenti per favorire occupazione giovanile e piccole e medie imprese, valorizzazione del territorio per mezzo dell’eliminazione delle speculazioni a favore di investimenti  come quello della ferrovia, e assistenza alla componente civile più debole.
A dar sostegno e peso alla “processione elettorale”, appunto, le suddette personalità, che a detta del candidato del centrosinistra rappresentano “L’autorevolezza istituzionale che avrà la capacità di collaborare alla risoluzione dei principali ‘intoppi territoriali’ del Comune”. 
“Le azioni che si intendono effettuare sul territorio – ha spiegato Montino – portano un peso che non si limita alle competenze dell’Amministrazione comunale, e sarà necessario coinvolgere istituzioni più forti e rilevanti. L’importanza sociale e politica delle figure che stanno oggi incontrando da vicino i cittadini ha l’obiettivo di mettere in luce la rilevanza nazionale che hanno le risorse del nostro territorio”.

“Fiumicino è un comune importante non solo per i cittadini che ci vivono – ha spiegato Nicola Zingaretti – ma anche e soprattutto per il litorale romano e per l’intera Regione. Le sue peculiarità rappresentano un importante tassello economico che per anni è mancato all’appello e che ha ora l’opportunità di tornare in campo assieme ai modelli di sviluppo, trasparenza e ‘pulizia’ su cui si sta lavorando in Regione”.
“Modello di sviluppo” è stata l’espressione chiave dei tanti discorsi affrontati tra una tappa e l’altra del corteo, e la consapevolezza fondamentale che la futura macchina amministrativa dovrà acquisire, secondo i “volti noti” che sono intervenuti a sostegno di Montino, è quella del fatto che occorre pensare a nuove azioni capaci di poter portare nuovamente in alto la situazione sociale, politica ed economica inclinata dalle passate giunte di centrodestra.
“Il compito della ventura amministrazione consisterà nel dare sostegno a tutti coloro che hanno più bisogno dello Stato e delle istituzioni in un periodo come questo, in una fase che vede l’Italia e gli italiani inginocchiati ai piedi della grande crisi- ha affermato Zingaretti – e i cittadini, adesso, devono fare lo sforzo di consegnare la propria fiducia a personalità che saranno capaci di conferire una nuova dignità alle risorse territoriali”.

Ma la sfida reale, prioritaria e inderogabile delle due forze politiche sopravvissute agli elettori stanchi e delusi, è quella di accumulare preferenze, convertire menti propense all’astensione e convincere i cosiddetti “indecisi sul da farsi” a recarsi ai seggi nelle due giornate che vedranno annunciato, tra poco più di una settimana, il destino del territorio. 
Il muro temporale che separa dal momento decisivo è breve e trascorrerà rapidamente. Ma di colori e movimenti se ne vedranno tanti.
Giulia Capozzi

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