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Lazio, buona la prima: tre punti d’oro

Il Faro on line - Ricomincia il campionato e la formazione biancoceleste ha raccolto la vittoria danni di un’Udinese a tratti irriconoscibile. Il riscatto, dopo la batosta sofferta nella finale di supercoppa, è maturato dopo un predominio durato un’ora di gioco, per poi rimettere tutto in discussione e soffrire nella fase finale. A sorpresa mister Petkovich rivoluzionava la difesa con Cana e Novaretti, ma soprattutto lasciava fuori capitan Ledesma per Biglia.

La partenza era delle migliori con Candreva che coglieva il palo già al 6’ sugli sivluppi di un’azione personale insistita. Era il preludio al vantaggio siglato da Hernanes, che si involava di forza superando il diretto avversario, e da dentro l’area faceva  partire un tiro imprendibile all’incrocio dei pali. Nulla da fare per l’esordiente Kelawa, che neanche due minuti più tardi, si faceva anticipare da Klose, con conseguente fallo da rigore. Alla trasformazione si presentava Candreva che spiazzava l’estremo difensore friulano. Con il doppio vantaggio i romani giocavano sul velluto anche perché padroni assoluti delle fasce, mentre i bianconeri di Guidolin si affannavano nella continua ricerca di uno spento e spaesato Di Natale. Al  38’, giungeva l’occasione per chiudere il match con un’azione fantastica sull’asse Candreva-Gonzales, che metteva Klose solo davanti a Kelawa, ma il panzer spediva alle stelle.

La ripresa, iniziava con l’ingresso di Muriel per Di Natale e quello di Dias per l’infortunato Cana, e si rimetteva tutto in discussione. Al 61’ su un’azione d’attacco della Lazio, Lazzari rilanciava con un passaggio filtrante in favore Muriel che coglieva impreparata la retroguardia di casa. Il colombiano, si faceva cinquanta metri di corsa e  beffava Marchetti in uscita con un tocco morbido. Il numero uno veneto salvava il risultato tre minuti più tardi  anticipando Lazzari in uscita bassa. La Lazio si impauriva, e quasi arrivava il pari. Dias si faceva rubare palla in area ma  il polacco Zielinski  da due passi mandava alto a Marchetti battuto.

Il pericolo scampato suggeriva ai ragazzi di Petkovih una gestione più attenta, che veniva favorita anche dal calo inevitabile degli uomini di Guidolin. Per l’allenatore serbo ancora molto lavoro da fare, soprattutto nella fase difensiva dove oltre a risorse  nuove da inserire ce ne sono altre, vedi Dias, in evidente difficoltà di preparazione. Alla fine sono arrivati tre punti, ma quanta fatica.
Alessandro Brandi
 

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