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Caso demanio alle Salsare, prosegue la bagarre

Storace: "Sollecitare l’Agenzia a destinare, senza riserve, l’area in oggetto a patrimonio esclusivo dello Stato"

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Il Faro on line – Sulla riunione di ieri tra l’amministrazione comunale e i tecnici liberi professionisti di Ardea e non solo, sdegnato e critico l’atteggiamento del consigliere comunale del Pd Antonino Abate il quale critica la blindatura della riunione vietando da parte della municipale l’ingresso a quanti giornalisti e cittadini commercianti nei 706 di uso civico demaniale volevano intervenire. Va precisato che l’ordine di non far entrare in aula per assistere ai chiarimenti dei due dirigenti chiarimenti che non hanno convinto nessuno è stata una decisione imposta al capitano Aldo Secci da parte di suoi superiori e non dai tecnici che tra l’altro avevano chiesto allo stesso capitano di far entrare tutti e ancor meno il divieto d’ingresso deve attribuirsi alla municipale.  

Abate ha bollato questo divieto come un atto antidemocratico che priva la libertà di informazione e di discussione un atto che non ha permesso agli interessati delle attività commerciali  di udire quanto spiegato dai dirigenti, notizie che hanno dovuto apprendere dai giornali. Va comunque detto che Abate ex candidato a sindaco ha criticato notevolmente l’interrogazione ancora senza risposta del consigliere Umberto Tantari eletto nella sua stessa lista, interrogazione che con la precedente delibera di consiglio la n. 14 e la n. 21 portarono a conoscenza delle autorità di controllo della problematica delle attività produttive sui 706 ettari del demanio civico. Alcuni cittadini invece chiedono al consigliere Abate di intercedere presso il Presidente della regione Lazio tra l’altro del suo stesso partito affinchè nello spirito della mozione Storace si arrivi ad una definitiva risoluzione del caso non soltanto per le attività commerciali ma soprattutto per quei cittadini che su quei terreni con tanti sacrifici hanno edificato la loro prima casa. Intanto anche questa mattina capannelli di tecnici che per nulla convinti della bontà delle spiegazioni  non sembrano intenzionati almeno i presenti a compilare  relazioni e certificazioni che comunque non porterebbero a nessuna apertura definitiva, ma soltanto ad un danno di quanti credono di poter iniziare una attività su quei manufatti i cui condono, non vengono espletati in quanto dovrebbero essere diniegati come previsto dalla legge sui condoni e dalle circolari regini  spesso riportate. Insomma un danno  per i cittadini che metterebbe la parola fine al problema delle attività sui quei terreni senza più alcuna speranza. Tanto è che nessun dirigente vuole al momento rilasciare alcun permesso a costruire e ancor meno rilasciare l’agibilità urbanistica di cui all’art. 25 del D.P.R. 380/01 e smi.  

Tanto che lo stesso On. Francesco Storace oggi vicepresidente del consiglio regionale all’epoca in cui era governatore della regine Lazio risolse l’affrancazione dell’uso civico privato gravato sui terreni di tante lottizzazioni e di tanti cittadini con il pagamento di euro 0,20 al mq, contro le enormi cifre che i cittadini erano costretti a pagare per affrancare il vincolo su un terreno acquistato con tanto di notaio (e non occupato abusivamente come hanno fatto tanti sulla terra di nessuno delle Salsare). Storace nella sua mozione regionale votata all’unanimità del consiglio regionale è chiaro e nell’ultimo capoverso precisa dando lanciando una proposta  all’amministrazione comunale di Ardea ed ai suoi stessi colleghi: “sollecitare l’Agenzia del Demanio a destinare, senza riserve, l’area in oggetto a patrimonio esclusivo dello Stato con l’obiettivo di consentire l’alienazione dei terreni ad uso civico agli originari assegnatari e loro dante causa; a intervenire sul comune di Ardea per ribadire la non condonabilità di manufatti abusivi realizzati in aree gravate da diritti di uso civico demaniale, in armonia con il parere formulato dai funzionari regionali. 31 Luglio 2013 – Francesco Storace” Dopo quanto votato dai componenti il consiglio regionale come si può proporre ai commercianti delle Salsare di presentare tramite un loro tecnico di fiducia una richiesta di “agibilità sanitaria?”.

E’ bene che i politici la smettano di illudere i cittadini promettendo quello che non possono almeno per il momento mantenere. Le certificazioni a meno che non si vuole incorrere nel rato di omissioni di atti d’ufficio l’ufficio commercio deve trasmetterle fosse solo a campione all’ufficio urbanistica che ovviamente relazionerebbe sullo stato del condono di cui alla spiegazione di dell’On. Storace cosa che comporterebbe la richiesta di chiusura dell’attività commerciale. Per il commerciante oltre al danno anche la beffa. Sicuramente a giorni usciranno comunicati congiunti chiarificatrici da parte dei dirigenti all’urbanistica e commercio.
Luigi Centore

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