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Convegno sulla Resistenza organizzato da SPI e CGIL Roma Sud-Pomezia-Castelli

“La fierezza, il sacrifico di ieri, la determinazione; valori da far vivere per sempre negli spazi di ogni memoria” 

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Il Faro on line – “Viviamo oggi in un Paese libero e democratico perché settant’anni fa qualcuno ha combattuto per renderlo possibile”, con queste parole Rosa Carbone, Segretaria Generale Spi Roma Sud-Pomezia-Castelli, ha accolto tutti i partecipanti al convegno sulla Resistenza organizzato dallo SPI e dalla CGIL del Comprensorio, venerdì scorso presso il Castello Colonna di Genazzano. “La fierezza, il sacrifico di ieri, la determinazione; valori da far vivere per sempre negli spazi di ogni memoria” il titolo di questo incontro che ha visto insieme le Leghe dello SPi e gli studenti del territorio, in uno scambio ed una coesione fra generazioni perché, prosegue Rosa Carbone, “noi abbiamo il dovere di trasmettere ai più giovani la storia della Resistenza, dimenticarla significherebbe dimenticare la nostra storia. Ma senza passato non c’è neanche un futuro”. Un ponte fra generazioni rappresentato a pieno dal manifesto dell’iniziativa, in cui è immortalato lo sguardo fiero e coraggioso di Anna Magnani in “Roma città aperta” e lo sguardo pieno di speranza di una ragazza di oggi al fianco di un partigiano.“L’esperienza della Resistenza fu un misto di idealismo, ingenuità, creatività e utopia da cui nacque la nostra Costituzione, voluta complessivamente da tutte le forze democratiche e cattoliche del Paese, partecipata dall’intero popolo italiano, tra cui milioni di donne che si sono adoperate nel sostenere e nel vivere in prima persona  la lotta partigiana”. Così Lucia Minna, Segretaria Lega SPI Prenestina, con la sua relazione ha introdotto i molti interventi, alternati dalle letture sulla Resistenza dell’attrice Lucia Mattei.Dopo il saluto del sindaco di Genazzano, Fabio Ascenzi, che ha patrocinato il Convegno, è intervenuto Roberto Salvatori, autore del libro “Guerra e Resistenza a sud di Roma”, che raccoglie episodi di lotta partigiana avvenuti nel territorio. Storie di coraggio e passione, “piccole” storie che contribuirono a creare la storia con la S maiuscola. E a quella storia contribuì anche Teresa Vergalli, che ha portato la sua esperienza di staffetta partigiana, parlando con grande emozione e forza: “Non avevo ancora 17 anni, figlia di contadini andavo però a scuola, e dopo studiavo i testi, le circolari che mi arrivavano dai partigiani, affinché li spiegassi alle altre donne che raccoglievo nelle riunioni. Poi in bicicletta portavo messaggi ai combattenti, facevo da guida, infermiera, andavo in piazza con le altre a protestare. Dopo la guerra per molto tempo non ho parlato della mia esperienza, come molte altre donne sono rimasta in silenzio, dimenticata. La voglia di trasmettere ai nipoti la mia storia mi ha spinto a parlarne, a rivalorizzare il ruolo delle staffette partigiane che furono cardine di quella struttura senza la quale la Resistenza non avrebbe retto”. Il pubblico e soprattutto i ragazzi hanno ascoltato con vivo interesse il racconto di Teresa, la quale agli applausi risponde: “Grazie, con questi applausi ricordate tutti quelli che sono morti combattendo, che hanno vissuto esperienze durissime. A sostenerci erano i sogni. Avevamo tanto dolore per il presente quanto speranza per un futuro migliore”.Quel futuro che hanno regalato a tutti noi, regalandoci, con le parole di Giuseppe Cappucci, Segretario Cgil Roma Sud Pomezia Castelli, “la libertà e la democrazia, che sono i beni più grandi. Solo sapendo cosa sono state la Resistenza e le atrocità del fascismo possiamo comprendere il valore delle gesta di Teresa e di tante e tanti come lei”. Dal sacrificio di quella generazione nacque la nostra Costituzione, sulla cui importanza si sono soffermati Leonardo Rinaldi, presidente ANPI Genazzano, e Roberto Briganti, Segreteria SPI Roma e Lazio. Quest’ultimo ha invitato i ragazzi a leggere e studiare la Carta costituzionale, “lì ci sono i vostri diritti e li dovete conoscere, perché la libertà è fatta di conoscenza. Siete figli di questo Paese e di questa storia e dovete conoscerla per saper dove andare domani”. Il convegno si è chiuso quindi cantando tutti insieme “Bella Ciao”, in un moto corale e spontaneo che non ha niente di retorico, perché non c’è retorica nella memoria, nel ricordo di un capitolo doloroso quanto eroico della nostra Italia, del coraggio e della passione delle donne e degli uomini della Resistenza, di quei valori di libertà e democrazia oggi più che mai attuali e che devono essere faro anche per il futuro. 

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