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Scuola San Giovanni, il Sindaco fa chiarezza

"Continuano ad esser diffusi comunicati con inesattezze e frasi non vere"

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Il Faro on line – Il Sindaco Alessio Chiavetta intende fare chiarezza sulla questione della scuola San Giovanni, rispondendo alle dichiarazioni non veritiere appare su alcuni comunicati stampa diffusi in questi giorni.
 
“Ritengo quantomeno singolare tutto quanto sta accadendo in queste ultime ore riguardo la cessione in atto dell’attività all’interno della struttura dell’attuale Scuola San Giovanni. Singolare è innanzitutto la concomitanza di alcune circostanze, ma molto più grave è leggere inesattezze e frasi non vere imputabili alla mia persona.
Andiamo per ordine: a seguito di un comunicato stampa della Diocesi di Albano, si legge che il sottoscritto avrebbe emanato un comunicato stampa datato 28 novembre in cui avrei spiegato di “…aver chiesto un incontro al Vescovo di Albano, Monsignor Semeraro…”, incontro che non si è poi verificato perché ad Albano non è giunta nessuna richiesta di colloquio. Prima cosa assolutamente falsa. Dal Comune di Nettuno non è partito nessun comunicato stampa ufficiale in tale data e contenente tali affermazioni.
Nel comunicato invece della Diocesi, scorrendo si legge della ferma volontà della EDUCO srl, di “…mantenere il corpo docente a garanzia di continuità…”. Secondo errore visto che la Dirigente Scolastica che ricopriva il ruolo di Direttrice della Scuola è stata già rimossa, Dirigente che ha ricevuto da sempre consensi assoluti per umanità, serietà e massima professionalità.
Scorrendo ancora, si evince che in un incontro tra la nuova proprietà, con i genitori del 30 ottobre u.s., i genitori avrebbero lasciato soddisfatti tale riunione: “…perché per noi non cambia nulla…”.   
Ora, chi ha assistito alla conferenza stampa, questa sì ufficiale, convocata dal sottoscritto in data mercoledì 27 novembre, alle ore 16,30 presso la Sala Consiliare del Comune di Nettuno e terminata dopo 3 ore di confronto tra i tantissimi genitori intervenuti, il sottoscritto e Don Francesco Angelucci, bene, chi ha assistito ha potuto notare il reale stato d’animo dei genitori nei confronti di tale decisione di svendere l’attività della Scuola San Giovanni. Credo di aver fatto capire le mia totale buonafede e i numerosi attestati di stima che ho ricevuto, pubblici e privati, lo testimoniano. Sono invece davanti ai miei occhi alcune scene dell’altro giorno durante la conferenza stampa: aver visto madri, urlare verso lo stesso Don Francesco Angelucci, “…che in questo modo ci fai perdere la fede…”, intristisce me e tutti coloro che hanno fede Cattolica.
Don Francesco Angelucci ha inviato una nota ai propri confratelli parroci dove ha definito “tardiva” la proposta avanzata dal comitato dei genitori e dal sottoscritto: il totale oscuramento di informazioni sulla reale situazione della scuola San Giovanni non ha permesso a nessuno, né genitori né Comune, di individuare alternative alla cessione al privato se non quando ormai tutto era già concluso e sottoscritto. E proprio riguardo a questo contratto, Don Francesco Angelucci sempre in tale nota afferma che “…la nuova gestione paga un congruo affitto…”. Ancora bugie visto che nell’atto di vendita della scuola non è affatto riportato che la EDUCO sia obbligata a versare un affitto alla parrocchia, né tantomeno si fa alcun cenno alla congruità dello stesso: i genitori hanno tentato di sapere quale sia la cifra reale di questo presunto affitto, ma a questa domanda Don Francesco Angelucci non ha mai voluto rispondere.
Parlavo di circostanze singolari. Debbo dire che mi è sembrato davvero singolare sentire Don Francesco parlare sempre di situazioni “giornalisticamente strane”. Bene, di giornalistico vedo soltanto il titolo di certi comunicati, dove si parla di “indifferenza del Comune”; di giornalistico vedo soltanto la lettera del 31 luglio, arrivata oltre il 5 agosto, quando già si era si costituita la società che avrebbe acquisito tutto, in maniera carbonara, così come ammesso dal Comunicato dell’Ufficio Stampa della Curia, nel momento stesso in cui dichiara che l’incontro con i rappresentanti dei genitori è avvenuto il 30 ottobre, ovvero oltre un mese dopo la cessione della scuola datata 27 settembre; di giornalistico vedo soltanto l’intervento del consigliere Eufemi che nell’appoggiare la mozione che ho promosso a favore della Scuola San Giovanni, mi ha chiesto come mai avessi mostrato “disinteresse” (strana coincidenza) dal quel 31 luglio nei confronti della questione.
Non convince nemmeno, ma anzi genera sospetti, la presunta generosità di Fabrizio Coscione, presidente e fondatore di EDUCO Srl e quindi nuovo proprietario della scuola, il quale dichiara pubblicamente il proprio amore per la scuola San Giovanni ma nella pratica sottoscrive un contratto che lascia tutti i debiti della scuola sulle spalle della parrocchia e della Curia: nei fatti il signor Coscione non ha rinunciato ad un centesimo dei crediti che il Consorzio Ambra, altra società di sua proprietà, ancora vanta nei confronti della precedente gestione. Nel suo comunicato stampa, che arriva puntualmente a seguito dei comunicati della Curia e della parrocchia, il signor Coscione afferma che l’acquisto della scuola “di certo non è un affare”, e che “…non si tratta di un’azienda che ha un valore economico…”. E allora perché non accettare di aprire un dialogo con chi potrebbe oggi garantire il futuro della scuola San Giovanni mettendola al sicuro da possibili speculazioni economiche? Infine trovo quantomeno particolare il fatto che tutti gli attori coinvolti nella cessione della scuola, Curia, parrocchia e Fabrizio Coscione, abbiano iniziato a parlarne e a rompere il muro del silenzio solo quando il Comune di Nettuno, supportato dai genitori degli alunni, ha fattivamente iniziato a interessarsi della vicenda.  
La realtà è pubblica, sta nell’umore popolare, quello si insindacabile e scevro: tutti hanno capito che in questa vicenda si è giocato sottotraccia, finché si è potuto nascondere la verità. 
Se vogliono far passare questa vicenda come l’ennesimo tentativo per dipingermi come un Sindaco “indifferente” ai problemi della città, rispondo che quanto visto in conferenza mercoledì scorso è la risposta contro la quale né la politica e né la chiesa possono far nulla.
A seguito della mozione consiliare, abbiamo inviato nella giornata di venerdì 29 novembre, sia al Santo Padre, Sua Santità Papa Francesco, sia a Monsignor Semeraro, Vescovo di Albano, la nostra proposta di gestione agli stessi patti e condizioni del precedente contratto, questo in linea con l’indirizzo datomi dal Consiglio e dalla Città, la quale ha capito la mia buonafede e la chiara volontà di battermi per non cedere a tale operazione commerciale, a difesa della Storia di Nettuno”.

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