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In corso il primo meeting dell’Ancient Brass Project

Il 7 dicembre, alle ore 18.00, alla biblioteca comunale “Vincenzo Cardarelli” potranno essere ammirati i primi strumenti ricostruiti

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Il Faro on line – Continuano le attività e gli incontri nell’ambito dell’EMAP (European Music Archaeology Project). Dal 4 al 7 dicembre i più antichi “ottoni” d’Europa rivivono e risuonano a Tarquinia nel primo meeting dell’Ancient Brass Project. Il 7 dicembre, alle ore 18.00, alla biblioteca comunale “Vincenzo Cardarelli” (via Umberto I n. 34), potranno essere ammirati, disquisiti e ri-ascoltati i primi strumenti ricostruiti. «L’EMAP rappresenta un vanto culturale per la nostra città. – dichiarano il sindaco Mauro Mazzola e il presidente della Commissione Consiliare Cultura Angelo Centini – Il progetto collegherà Tarquinia con studiosi e artisti di sette diversi paesi europei in una rete di eventi che si snoderà nell’arco dei prossimi cinque anni». Intrecciando tecnologia, creatività e piacere della condivisione, un team di ultra-specialisti tirerà le fila delle ricerche e delle scoperte effettuate intorno ai diversi strumenti a bocchino in uso nelle antiche civiltà europee. Dai più semplici e “naturali”, conchiglie, corni e trombe in legno, ai più sofisticati, come i corni e le trombe dell’Età del Bronzo e del Ferro diffuse tra Irlanda, Gran Bretagna e Scandinavia, il carnyx celtico, il cui suono si espandeva dalla Scozia all’Italia, le trombe tipiche della civiltà etrusca, ovvero lituus, cornu e tuba, adottate anche dai romani. Sbalorditivi congegni sonori, questi ultimi, per ragioni “musicali” innanzitutto, ma anche per la loro filiera produttiva estremamente complessa, in parte ancora avvolta nel mistero.  Un ruolo cruciale nello scatto in avanti degli studi in questo ambito è quello svolto dal Laboratorio di Diagnostica “Michele Cordaro” dell’Università degli Studi della Tuscia, diretto dal prof. Ulderico Santamaria. Preziosa inoltre si sta rivelando la collaborazione di altri enti italiani ed europei, come la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Archeologici della Provincia Autonoma di Trento (che ha intrapreso da qualche anno un lavoro di ricerca e sperimentazione sul carnyx di Sanzeno), la Municipalità di Naves (che ha finanziato la prima ricostruzione di uno dei carnyces rinvenuti nel deposito votivo di Tintignac) e i numerosi musei archeologici europei che custodiscono esemplari più o meno integri di questi strumenti. Coordinato dall’archeomusicologo Peter Holmes, il team dell’Ancient Brass Project è composto dal musicista John Kenny e da un quartetto di artigiani specializzati – Jean Boisserie, John Creed, Alessandro Ervas e Carlo Brignola.

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