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Caso-espropri, Velli: “Altro che inesattezze. Questa maggioranza ha perso l’occasione del ricorso”

Il consigliere M5S: "La scadenza per il ricorso ad adiuvandum è l'8 ottobre, e il Consiglio non si farà. Altri Comuni hanno addirittura intrapreso le vie legali. L'atto di indirizzo è stato effettivamente approvato ma resta tale in mancanza di adeguate azioni formali"

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Il Faro on line – Prosegue il botta e risposta tra il consigliere del M5S Fabiola Velli e il presidente del consiglio comunale Michela Califano sul tema espropri-aeroporto. Stavolta è la Velli a replicare alle accuse di incompetenza, inesattezza e utilizzo a fini strumentali di una questione delicata come quella degli espropri fattegli dall’esponente Pd. “Il Contratto-Convenzione di programma ENAC-AdR – afferma Velli – approvato con il DPCM del 21.12.2012 – ha autorizzato AdR ad avviare a partire dal 2014 (per concludere nel 2019) le procedure per liberare da persone e cose le aree interessate dal Raddoppio dell’Aeroporto mediante espropri e/o acquisizioni. Date le numerose incongruenze rilevate nella documentazione presentata da ENAC-AdR, riteniamo possibile inserirsi nel procedimento già aperto da altre associazioni (Codacons e Assosaereo) contro il DPCM, presentando ricorso ad adiuvandum al TAR del Lazio per i punti inerenti gli espropri.

Il termine di scadenza per la presentazione del ricorso ad adiuvandum – prosegue – è l’8 dicembre, cioè 10 giorni prima della prima udienza del ricorso principale già presentato dalle altre associazioni , fissata per il 18 dicembre. Pertanto qualora il Sindaco avesse inteso intervenire ci sarebbe stata effettivamente la possibilità. Visti gli atti assunti dall’attuale Amministrazione Comunale contro il progetto di Raddoppio, primo fra tutti – Atto di indirizzo del 31 luglio, e considerato che, in analoghe circostanze, molte amministrazioni comunali non esitano a intraprendere anche per vie legali la tutela dei propri cittadini, ci si aspettava effettivamente che il Sindaco se ne sarebbe fatto carico predisponendo il Ricorso.

L’unico a presentare molto per tempo (il 23 settembre) la Mozione sollecitata da tempo da Comitati Locali e cittadini è stato il Movimento 5 Stelle. Grazie alla diretta streaming del Consiglio Comunale del 30 ottobre, é comprovato il tentativo di guadagnare ulteriore tempo da parte della Presidente, che lo ha motivato dicendo che non ci sarebbe stata la maggioranza necessaria ad approvarla. Il 6 novembre alla seduta della V Commissione Consiliare, convocata finalmente per esaminare la suddetta Mozione, la Presidente del Consiglio e i consiglieri intervenuti hanno liquidato in modo sbrigativo, superficiale e formale l’intera questione, rivelando di non conoscere il contenuto del DPCM e dei suoi relativi allegati ed evidentemente facendo confusione sulle scadenze.

Ancora una volta – conclude Fabiola Velli –  i cittadini sono stati lasciati soli ad affrontare un problema grave e  concreto che riguarda gran parte del territorio comunale e che non ha “colore politico”. Coloro che oggi siedono nel Consiglio Comunale dimenticano di essere i rappresentanti dei cittadini che li hanno votati.Dispiace sentire dire alla Presidente del Consiglio che difendere il diritto alla propria casa equivale a  “cavalcare inutili battaglie”  ed in quanto alla visibilità mediatica, lascio volentieri alla maggioranza  ampio spazio nelle prime pagine, dove la coerenza e trasparenza del loro modus operandi e’ cosi bene illustrata”.

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