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“Cupinoro deve essere riconvertito e bonificato”

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Il Faro on line – Riconvertire e bonificare Cupinoro, non più discarica ma impianto di recupero e compostaggio per il comprensorio: la linea dell’Amministrazione comunale di Ladispoli sul problema dello smaltimento è stata sempre coerente e vogliamo ribadirla anche in questa fase nella quale il dibattito sulle prospettive future è molto forte.
Su questi punti ci stiamo muovendo anche in coordinamento con altre Amministrazioni comunali.
1)    Roma deve risolvere i suoi problemi di smaltimento nel proprio ambito e nessuno né Comune né Regione possono pensare a Cupinoro come soluzione per la capitale.
2)    I Comuni del comprensorio debbono accelerare il percorso verso la raccolta differenziata porta a porta, attività già avviata in quasi tutti i comuni con il sostegno finanziario della Provincia. Per quanto riguarda Ladispoli con gennaio partirà il nuovo appalto che prevede la copertura su tutta la città entro i primi sei mesi del 2014. Con l’estensione della raccolta differenziata a tutti i Comuni del nostro bacino non sarà necessario l’ampliamento di Cupinoro. 
3)    Cupinoro può entro breve trasformarsi da discarica per l’indifferenziata a sede per il pretrattamento, per il recupero e per il compostaggio.
4)    Contemporaneamente devono iniziare le operazioni di bonifica del sito posto sulla Settevene Palo in modo da disinnescare ogni pericolo di inquinamento del territorio circostante.
5)    La realizzazione, la gestione di nuovi impianti, tecnologicamente avanzati che possono trasformare i rifiuti in risorse, può essere fatto da un Consorzio dei comuni del comprensorio. Su questo punto confermiamo la nostra disponibilità  a partecipare anche con investimenti.      
Riteniamo positiva l’attenzione che l’opinione pubblica dei nostri comuni sta esprimendo in varie forme ed è auspicabile che nelle future forme di gestione del ciclo dei rifiuti siano coinvolte le associazioni di cittadini ed esperti: in questo senso l’osservatorio che veda insieme Comuni e associazioni è già un primo elemento di valorizzazione. Una corretta gestione del ciclo dei rifiuti richiede non soltanto risorse finanziarie adeguate, investimenti in impianti e volontà politica delle istituzioni ma anche sensibilizzazione dei cittadini, senza la quale ogni progetto sarebbe fallimentare.
Su questi obiettivi c’è grande spazio di possibilità di collaborazione tra le istituzioni e le associazioni che da anni si occupano dell’argomento.
Pensiamo che già oggi, aldilà dei momento polemici che non riteniamo aiutino la soluzione dei problemi, alcuni importanti risultati siano già stati ottenuti.  
Malagrotta è ormai chiusa da due mesi e nessun camion dell’Ama di Roma né di Ciampino o Fiumicino è venuto nell’impianto che sta nel nostro comprensorio.
Quando si era profilata questa eventualità come rappresentanti dei comuni che vanno da Ladispoli e Cerveteri al lago di Bracciano abbiamo chiesto immediatamente un incontro al Presidente della Regione Lazio Zingaretti e all’assessore all’Ambiente Civita.
Il loro impegno è stato preciso: Cupinoro resta al servizio solo del comprensorio e Roma ha trovato sistemi di collocazione dei rifiuti che prevedono  pretrattamento e poi l’invio in impianti dell’Emilia Romagna e della Lombardia.
Non c’è nessun documento o decisione di tipo amministrativo che prevede lo spostamento di Malagrotta a Cupinoro: lo impedirebbero d’altra parte gli stessi numeri. Roma produce una quantità di rifiuti (un milione di metri cubi all’anno) che, anche se ridotti dal pretrattamento, riempirebbero Cupinoro in tre mesi.
L’ampliamento di Cupinoro, che sicuramente vogliamo scongiurare, porterebbe il termine per il riempimento a 6 mesi, ma non di più. Le manifestazioni  di cittadini e associazioni, quelle già fatte e quelle programmate, possono sicuramente rafforzare le decisioni già prese ed evitare rischi per il futuro ma non sono in contrasto con quanto i sindaci hanno chiesto e ottenuto dalla Regione.

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