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Immigrazione, presentato a Fiumicino il dossier nazionale Unar

Riflettori accesi sul problema dell'integrazione. Nel 2012 incremento del fenomeno pari all’8,2% per quanto riguarda i cittadini comunitari e del 3,5% per quanto riguarda i soggiornanti
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Il Faro on line – E’ stato presentato oggi, presso la Sala Consiliare del Comune di Fiumicino  in occasione della seduta congiunta delle Commissioni sociale, scuola e pari opportunità, il Dossier nazionale statistico UNAR sull’immigrazione, realizzato dal Centro Studi IDOS e promosso nell’ambito del comune di Fiumicino dal sociologo Vincenzo Taurino.
Il Dossier, presentato in tutta Italia, si approccia al fenomeno dell’immigrazione sotto molteplici aspetti: quello del mondo del lavoro, dei diversi livelli di inserimento sociale e dei contesti locali e nazionali; e lo fa con un ampio supporto di dati statistici col fine di garantire un quadro il più possibile completo e soddisfacente riguardo l’attuale situazione dell’immigrazione all’interno del nostro paese, che soprattutto negli ultimi tempi, a partire dal grande sbarco di Lampedusa fino a quelli ancor più attuali come quello di Crotone del 27 novembre, sta ampiamente investendo  il lavoro delle istituzioni nazionali e comunitarie, e la vita quotidiana di tutti i cittadini.

I dati nazionali – Ad aver illustrato il quadro dell’immigrazione dal punto di vista nazionale è stato il ricercatore di IDOS Luca Di Sciullo, che in seguito a cenni storici atti ad inquadrare il fenomeno nel nostro paese, ha esposto i dati qualitativi e quantitativi più interessanti inclusi nel rapporto statistico: nel 2012 vi è stato un incremento dell’immigrazione nel nostro paese pari all’8,2% per quanto riguarda i cittadini comunitari, e del 3,5% per quanto riguarda i soggiornanti non comunitari; le regioni del Nord ospitano il 61% della totale popolazione di immigrati e quelle del centro il 24,2%. Le province che detengono il maggior numero di migranti sono quelle di Milano e di Roma, che da sole arrivano ad ospitare circa un sesto di tutti i residenti stranieri, pari al 16,9%.
Per quanto riguarda i dati inerenti il mondo del lavoro, il rapporto evidenzia un incremento del 10% degli occupati stranieri durante gli anni di crisi, e mette in luce come questa tendenza li occupi soprattutto nel settore terziario e in lavori poco ambiti dagli italiani e a bassa retribuzione; sono inoltre state messe in luce problematiche quali l’ampio incremento di lavoro sommerso che coinvolge gli immigrati, pari circa al 41%, e dell’aumento degli infortuni sul lavoro, che nel 2012 hanno raggiunto la soglia del circa 15%.

Il Dossier, oltre ai suddetti numeri, ha messo in luce anche le prospettive operative per superare il fenomeno della discriminazione, ancora molto ampio in tutti i contesti della vita quotidiana e in ambiti di rilevante importanza sociale come quello dello sport. Le aree più importanti sulle quali secondo il rapporto dell’UNAR occorre intervenire, sono quella del linguaggio, ancora troppo “stigmatizzante” e non adeguatamente utilizzato dagli organi di informazione, e della mentalità del singolo cittadino, su cui occorre lavorare per “Fare dell’Italia un paese più inclusivo”.

“Abbiamo deciso di presentare il rapporto in sala Consiliare e in occasione delle commissioni congiunte – Ha spiegato Vincenzo Taurino – Perché questa può essere definita il ‘centro’ di discussione dei problemi locali, e perché quello dell’immigrazione è un problema da affrontare soprattutto nell’ambito delle politiche territoriali, più che dal punto di vista prettamente nazionale”.
 
Gli interventi sul territorio – Si è parlato molto di intervento “dal basso”, durante la commissione di questa mattina, e per mezzo di numerosi interventi si è sottolineato come, per far fronte al fenomeno, sia necessario istituire politiche attive sia dal punto di vista comunale che da quello inerente la mentalità del singolo cittadino.
“Con il Trattato di Amsterdam del 1997 – Ha spiegato l’avvocato Silvia Tenti, responsabile del Centro Famiglie Nuova Aurora – La visione dell’immigrazione ha iniziato a mettere in primo piano il concetto di ‘integrazione’, che  va recepito come  ‘rapporto a doppio senso’ che possa permettere la percezione delle peculiarità delle culture degli immigrati, e instaurare un rapporto di confronto ed inclusione”.

Poi l’argomento scuola, affrontato dal preside dell’Istituto Porto Romano Francesco Commodo: “La scuola fa molto per gli studenti immigrati e per le loro famiglie: abbiamo un centro d’ascolto, aiutiamo genitori stranieri senza lavoro per l’acquisto dei libri di testo, cerchiamo in molti modi di coinvolgere gli studenti nell’inclusione dei giovani stranieri; ma quel che manca è un aiuto da parte delle istituzioni: la Regione e il Governo non collaborano e continuano a propinare tagli alla scuola pubblica, mentre sarebbe opportuno elaborare dei progetti che colleghino l’istituzione scolastica al comune e alla Regione per favorire i processi di inclusione ed integrazione, come quello legato all’insegnamento della lingua italiana agli studenti immigrati”.
Dati interessanti – ma ancora parziali –  sull’intensità di alunni stranieri nel territorio di Fiumicino sono stati esposti da Vincenzo Taurino: per quanto riguarda elementari e medie, la percentuale di bambini stranieri nati in Italia raggiunge una soglia molto alta; mentre nelle scuole superiori questa si abbassa notevolmente.

Le commissioni congiunte – In seduta consiliare, sulla base degli interventi effettuati alla presentazione del Dossier, sono stati raggiunti una serie di ‘punti focali’, che rappresentano la base delle azioni da svolgere verso una migliore politica di integrazione.
In primo luogo urge una fotografia statistica più completa della situazione territoriale: “Il Comune di Fiumicino è molto vasto – Ha affermato Giovanna Onorati della Commissione Politiche Sociali – E oggi ci saremmo aspettati una panoramica locale più completa. La situazione è grave per tutti: italiani e non, e il Governo non prepara i docenti ad affrontare questo fenomeno ormai così ampio; sarebbe opportuno un ufficio di mediazione culturale che colleghi tutte le scuole col fine di risolvere i problemi dell’integrazione sia sul piano sociale che su quello più prettamente ‘endogeno’, inerente le problematiche personali di ogni individuo”.
In secondo luogo, come affermato da Giuseppe Pavinato della Commissione Bilancio, sarebbe opportuno introdurre la figura del consigliere aggiunto, che come previsto dal regolamento comunale va nominato dall’Amministrazione per far fronte a problemi sociali come questo: “Bisogna lavorare sulla nomina del delegato o consigliere aggiunto prima della chiusura della fase di bilancio” Ha affermato Pavinato.
Infine la questione del lavoro: “Il nostro comune è noto per la sua ampia realtà agricola – ha spiegato Fabiola Velli della Commissione Trasparenza – E questo potrebbe essere un ottimo punto di partenza per l’inclusione degli immigrati”.

Step principale per poter andare avanti con le politiche di inclusione è però quello dell’osservazione: come spiegato dall’assessore allo sport e politiche sociali Paolo Calicchio, infatti, sarà obbligatorio organizzare una rete di collegamento tra i dirigenti scolastici e le varie associazioni per ottenere una fotografia esatta e completa della situazione, e poi proseguire con un progetto capillare. “Fiumicino è territorio di frontiera, molto investito dal fenomeno dell’immigrazione – ha ricordato Calicchio – Si sta preparando un dossier sul che sarà a breve disponibile, e già dal prossimo anno metteremo in campo i primi interventi per combattere la problematica dell’integrazione”.

Giulia Capozzi

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