Seguici su

Cerca nel sito

Acilia, dopo 40 anni sgomberato l’autodemolitore “Scarano”

Restituita alla comunità l’area prospiciente a via di Saponara occupata illegalmente da un’attività di rottamazione

Più informazioni su

Il Faro on line – Esistono luoghi nelle nostre città emblematici. Realtà d’eccellenza o veri e propri monumenti al degrado. Sono parte integrante del nostro tessuto urbanistico, ci accompagnano durante il corso della nostra vita e nel bene, o nel male, fanno parte del nostro quotidiano. Si arriva ad amarli, a disprezzarli  e, nella maggior parte dei casi, ad ignorarli. Rimaniamo indifferenti quando li guardiamo o li attraversiamo, assuefatti ad una visione statica. Perdiamo il senso critico e non lottiamo per cambiarli, qualora ce ne fosse bisogno. Non ci indigniamo più, non ci importa se questi stessi luoghi concorrano a determinare, in un modo o nell’altro, il nostro benessere o, nel peggiore dei casi, il nostro malessere. Ed allora, in questo clima di disattenzione verso ciò che ci circonda, può capitare che sotto i nostri occhi, ogni giorno, proliferino attività dannose per la nostra salute e, nei casi più malaugurati, si perpetrino comportamenti delittuosi verso la cosa pubblica. Può anche capitare, come accaduto a San Giorgio di Acilia quartiere alla periferia sud ovest della Capitale, che per ben quarantadue anni si permetta ad un’attività di autodemolizioni di operare nel bel mezzo del centro cittadino rischiando, seriamente, di minare la salute dei residenti. Quarantadue anni conclusisi  soltanto ieri dopo che gli uomini dell’Aci, incaricati a ripulire il sito dall’Amministrazione municipale, hanno portato a termine i lavori di bonifica dell’area iniziati due settimane fa.

LA STORIA

Lo “sfascio”, così veniva chiamato dagli abitanti della zona, è stato un vero e proprio simbolo di degrado e illegalità a cui molti residenti, durante il corso degli anni, si erano abituati. L’ex presidente circoscrizionale, il compianto Massimo Di Somma, nel duemila arrivò addirittura ad inscenare una coraggiosa e plateale forma di protesta ( si incatenò al cancello dell’attività) per chiederne l’allontanamento, ma a nulla erano valse le sue rimostranze. E col passare del tempo, quasi più nessuno, si lamentava di quei coacervi di rottami ed elettrodomestici, di quelle macchine accatastate proprio a due passi dalle finestre delle abitazioni e nelle adiacenze di un centro sportivo. Eppure l’attività, creata nel 1972 da una famiglia del luogo, era stata sottoposta a sequestro giudiziario più di tre anni orsono e dichiarata incompatibile con il centro abitato del quale faceva parte. Ne era stata inoltre comprovata l’insalubrità e la pericolosità. Ora, a bonifica avvenuta, sono in molti a domandarsi quale sarà il destino dell’area.

I COMMENTI

Seppur lo “sfascio” fosse diventato parte integrante del quartiere, c’è chi ne ha desiderato fortemente lo sgombero. Una di questi è Agnese Schiavon, presidente del comitato di quartiere locale: “ Mi sono sempre battuta per ottenere la liberazione dell’area. I cittadini di San Giorgio meritano di essere trattati meglio. Noi non abbiamo mai smesso di sperare e di credere che un giorno l’autodemolitore sarebbe sparito. E’ un giorno storico per il quartiere”.
Alle parole della Schiavon fanno eco quelle del presidente della commissione Lavori Pubblici, Francesco Spanò: “Per il nostro rione è una vittoria. Ringraziamo il presidente del  X Municipio di Roma Capitale, Andrea Tassone, per l’attuazione di questo importante provvedimento di sgombero. San Giorgio, sono convinto, vivrà una nuova primavera urbanistica”.
Soddisfazione espressa anche da Serena Fantoni, vicepresidente commissione Urbanistica X Municipio. “ Questo autodemolitore – dichiara la Fantoni – era ubicato qui in sfregio alla cittadinanza. Ora serve un trattamento diverso per i residenti di San Giorgio, per lungo tempo vessati ed ignorati”.

LE PROPOSTE

Quinto Martini, gestore del centro sportivo limitrofo all’autodemolitore ha le idee chiare e dichiara: “Dopo anni di battaglie mie e dei comitati, finalmente, l’area è libera ora la città ha di nuovo a disposizione uno spazio. Mi auguro che il terreno venga destinato a parcheggio  vista la carenza di posti auto in zona”. Ma c’è chi è in dissenso con questa proposta. Vittoria Volterra, residente nel palazzo prospicente l’area, chiede con forza che “si crei un punto verde per tutti, con alberi e giochi per bambini. Mancano al quartiere parchi attrezzati e crearlo qui sarebbe un segnale per tutti dopo anni di degrado”.
Ora l’ Amministrazione locale dovrà decidere sul destino dell’area e, c’è da scommetterlo, non sarà facile.

Vincenzo Galvani

Più informazioni su